Azionario Asia contrastato, quasi piatto. Prevale la cautela

28 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – listini asiatici contrastati. Investitori sempre più cauti, attendono maggiori segnali da parte delle autorità europee su tentativi concreti che potrebbero essere messi in atto per contrastare la crisi del debito nella regione, prevenire che vengano colpite le banche e dunque evitare di intaccare il sistema finanziario. Eurodollaro a $1,3576.

I piani per aumentare il Fondo europeo di stabilità finanziaria trovano ancora l’opposizione della Germania, mentre secondo quanto riporta il Financial Times si sarebbe formata una nuova divisione circa il prossimo piano di aiuti alla Grecia, con alcuni paesi dell’Unione che richiederebbero al settore privato di sopportare perdite maggiori.

La divisione sarebbe emersa dal fatto che Atene richiederebbe maggiori fondi rispetto a quanto stimato due mesi fa. Se da una parte Germania e Olanda richiederebbero maggiori perdite per il privato, Francia e Bce continuano ad opporsi a tale alternativa.

In tutto questo non rassicura la continua debolezza dei dati economici dagli Stati Uniti, con la fiducia dei consumatori che si è attestata sui 45,4 punti a settembre, quasi invariata rispetto alla rilevazione di agosto, meno delle stime degli analisti. La rilevazione pesa sugli esportatori asiatici.

In calo metalli ed energetici, in ripresa il dollaro, visto il minore interesse verso asset rischiosi. Si cerca rifugio sulla divisa americana, a causa dei vari problemi riscontrati per giungere ad una soluzione in Europa. Gli strategisti di RBS hanno abbassato le loro stime di fine anno sulla moneta unica, visto che cresce l’attesa per un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in leggero rialzo, dello 0,13%. Nikkei (+0,07% in chiusura), Seul (-0,41%), Sydney (+0,42%), Hong Kong (-1,33%), Shanghai (-0,68%), Singapore (-1,11%).

Calo generalizzato delle principali commodities dopo la forte ripresa nella giornata di ieri: Wti ($82,76, -2%), Brent ($106,23, -0,85%), oro ($1.639,9, -0,76%), argento ($30,84, -2,21%), rame ($3,2985, -4,1%).

Nel valutario, moneta unica in calo dopo l’apprezzamento registrato nella giornata di ieri. Eurodollaro a $1,3576 (-0,09%), euro sullo yen giapponese a ¥103,9 (-0,41%), sul franco svizzero a CHF 1,2200 (+0,17%), sulla sterlina inglese a 0,8677 (-0,14%). Dollaro/yen a ¥76,50 (-0,33%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 1 punto (-0,09%) a 1.168,5. Rendimenti dei Treasury a 10 anni sotto di 1pb, all’1,961%.

“I mercati saranno come un grande campo di battaglia per le prossime settimane”, ha detto a Bloomberg Todd Martin, strategista azionario Asia per Societe Generale. “Siamo dipendenti dal fatto che l’Europa faccia progressi o meno e le notizie che arriveranno saranno brutte”.

“Guardando ai fondamentali non è cambiato niente e non sappiamo quello che sarà ancora per la tragedia greca, che ormai si protrae da parecchio tempo”, ha detto al Wall Street Journal Khoon Goh, economista senior per ANZ Bank. “Queste notizie continueranno a guidare i mercati ancora a lungo”.