Azionario Asia appesantito dai segnali contrastanti dalla Cina

1 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Listini asiatici in ribasso. Dalla Cina arrivano segnali contrastanti. Dovrebbe rassicurare gli investitori il dato sull’attività manifatturiera, che riesce a battere le stime. E invece no. Gli investitori lo interpretano come un segnale negativo poiché riduce le attese per nuovi stimoli monetari ed economici a supporto della crescita. Euro a $1,3051.

L’indice Purchasing managers’ index (PMI) della Cina è cresciuto a 50,5 a gennaio, rispetto a 50,3 a dicembre, secondo i dati dell’ufficio di statistica.

Soffrono della rilevazione i titoli australiani, con l’azionario fortemente collegato alla crescita economica della Cina, il maggiore consumatore delle materie prime esportate dal paese.

Intanto continua ad apprezzarsi lo yen giapponese contro il dollaro Usa, si dirige verso dei livelli pericolosi, con il Premier nipponico, Yoshihiko Noda, e il ministro delle Finanze, Jun Azumi, che costantemente ricordano la ferma intenzione nel prendere tutte le misure necessarie per contrastare questo eccessivo apprezzamento della valuta.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in leggero rialzo (+0,09%). Nikkei (+0,08% in chiusura), Seul (+0,18%), Sydney (-0,87%), Hong Kong (+0,42%), Shanghai (-1,00%), Singapore (-0,68%).

Commodities: Wti ($98,69, +0,21%), Brent ($111,28, +0,27%), oro ($1.739,70, -0,04%), argento ($33,255, -0,02%), rame ($3,78, -0,26%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3051 (-0,24%), contro lo yen giapponese a ¥99,47 (-0,26%), contro il franco svizzero a CHF 1,2044 (+0,03%), contro la sterlina a GBP 0,8292 (-0,08%). Dollaro/yen a ¥76,22 (-0,01%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 2,75 punti (-0,21%) a 1.305,50. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,800%.

Gli investitori sono preoccupati “che i negoziati (per risolvere la crisi) continueranno ancora troppo a lungo”, ha detto a Bloomerg Wai Tuck, strategista nel valutario per Forecast Pte. a Singapore. “Più a lungo si protrarrà, maggiore sarà il rischio che peggiori”.