AZIENDE USA: REGOLE SEVERE E IL MANAGER SCAPPA

18 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

* Fabrizio Tedeschi e´ editorialista di Panorama Economy. Consulente di grandi banche e gruppi finanziari, per otto anni e´ stato responsabile della Divisione Intermediari della Consob a Milano.

(WSI) – Suscita una certa sorpresa il risultato di una ricerca di una casa di
consulenza internazionale tra i manager americani. Ben il 60% ha
dichiarato di non ambire alla poltrona di amministratore delegato della
propria società. Un sondaggio precedente alle nuove rigide normative in
materia di bilanci aveva dato un esito nettamente inferiore, intorno al
26%.

Quali i motivi di un simile balzo degli ignavi o degli umili che non
hanno mire aziendali? Escludiamo a priori che gli americani siano
diventati meno ambiziosi. Quello è il Paese delle grandi opportunità e
neppure le regole più severe possono cambiare questo stato di cose.
Restano altre ipotesi, molto più cattive e dure nei confronti degli
ambienti economici che stanno al di là dell’Atlantico.

L’interpretazione
più maliziosa è che questi manager conoscano la falsità o scarsa
attendibilità dei dati contabili delle proprie aziende e quindi evitino
di prendersi le responsabilità conseguenti. Ipotesi molto pessimistica,
ma non ci sentiamo di scartarla a priori. Meno maliziosamente potremmo
pensare che costoro non si fidino dei propri colleghi direttori
finanziari e amministrativi o non si ritengano in grado di valutarli.

Oppure, da ultimo e molto più benevolmente, si potrebbe ritenere che i
manager americani abbiano fatto un pesante esame di coscienza e abbiamo
valutato se stessi inidonei al ruolo di amministratore per incapacità
vuoi nella veste di gestori vuoi nella veste di controllori di quanto
fanno gli altri dirigenti in azienda.

Se così fosse le nuove leggi americane volute dalla Sec, omologa della
Consob guidata da William H. Donaldson, che hanno introdotto pesanti
responsabilità in capo ai manager aziendali, hanno ottenuto un effetto
collaterale: hanno messo in evidenza il senso di responsabilità dei
condottieri d’impresa.

Chissà che cosa accadrebbe in Italia se venissero introdotte regole più
stringenti. Forse anche qui crescerebbe la responsabilità e sarebbe
utile a spazzare via vecchie abitudini di consigli troppo spesso
pletorici che vedono la presenza di troppi consiglieri definiti
sleeping, ovvero dormienti, cioè che si assumono pesantissime
responsabilità senza averne valutato attentamente le conseguenze.

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