Aziende: sconti fiscali al 30% per chi investe nelle pmi innovative

10 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

La gestazione è durata tre anni. Ma alla fine ma alla fine il Governo, due giorni fa, ha dato il via libera al decreto che concede uno sconto fiscale del 30% sugli investimenti fatti da persone o aziende in Pmi innovative.

Il decreto – attuativo sulla Legge di Bilancio 2017 di dicembre 2016 – prevede una detrazione d’imposta sugli investimenti fatti dal 2017 in poi, fino a un milione di euro (per persone fisiche) e 1,8 milioni di euro (persone giuridiche). Dopo la firma di tutti i ministeri competenti (Mise e Mef), ora si attende  la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, il cui contenuto è stato anticipato dal quotidiano la Repubblica, stabilisce che “per ottenere gli incentivi, bisogna conservare per tre anni le quote ottenute con l’investimento. Le aziende possono spalmarli su più anni fiscali, fino a tre e fino al raggiungimento del massimale”.

Pmi innovative: criteri per la definizione

Si tratta di società di capitali, anche in forma cooperativa, che non sono quotate in un mercato regolamentato (ma possono essere quotate in una piattaforma multilaterale di negoziazione, come l’AIM). Hanno certificato il loro ultimo bilancio; presentano un chiaro carattere innovativo, identificato dal possesso di almeno due dei seguenti tre criteri: volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione.

Per quanto riguarda la forza lavoro, quest’ultima è costituita, in una quota pari ad almeno 1/3 del totale, di titolari di laurea magistrale, oppure, in una quota pari ad almeno 1/5 del totale, da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori; titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, ovvero titolarità di un software registrato.

Start-up innovative: la differenza sta nell'”età”

A fare da vero e proprio spartiacque tra piccole, medie imprese e start up innovative troviamo la “questione anagrafica”. Per definirsi tale una startup innovativa  deve essere nuova o attiva da meno di cinque anni, mentre la definizione di PMI innovativa non ha nulla a che vedere con la sua “età”. Una startup innovativa, inoltre, deve avere un bilancio inferiore ai 5 milioni di euro, contro il massimale di 50 milioni di euro delle PMI.