Avvertimento dal franco svizzero: avversione al rischio rimane

24 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata da un forte allargamento degli spread sui periferici. Il differenziale Italia-Germania si è portato a 206 pb mettendo a segno un nuovo massimo dal’introduzione dell’euro. Sui tassi di mercato e swap ieri si è assistito ad un calo su tutta la curva, mentre in mattinata si sta registrando un movimento opposto.

A caratterizzare la sessione sono state soprattutto le parole del capo della Fed Bernanke ed i dati macro poco incoraggianti che si sono riflessi anche in un calo dei listini azionari.

Secondo quanto riportato dalla bozza del comunicato emesso alla fine della riunione di ieri dei capi di stato e governo, l’attuale governatore della Banca d’Italia è stato formalmente nominato presidente della Bce con un mandato di otto anni, che inizierà il prossimo 1° novembre. La conferma ufficiale dovrebbe giungere oggi al termine del secondo giorno di riunione.

La Cancelliera Merkel prima della riunione di oggi ha dichiarato che per la Grecia sarà fatto tutto il necessario per stabilizzare l’euro, lasciando quindi intendere che i paesi dell’area Euro si accorderanno per concedere un secondo piano di aiuti.Il primo ministro greco, Papandreou, durante la riunione di ieri, ha infatti ufficialmente chiesto il secondo piano di aiuti finanziari ai paesi europei ed al Fmi.

Allo stesso tempo, secondo quanto riportato dalla Reuters, gli esponenti del Fmi, Bce ed Ue, avrebbero raggiunto nella serata di ieri un accordo con le autorità greche sulle misure di bilancio 2011-2014. Il piano passa ora all’approvazione del Parlamento greco entro il 30 giugno.

Sul fronte macro questa mattina è stato pubblicato l’indice Ifo, sintesi di un sondaggio effettuato tra oltre 7000 imprenditori tedeschi. Il dato generale è risultato migliore delle attese con la componente corrente che ha addirittura segnato il nuovo record storico, verosimilmente grazie alla migliore percezione determinata dal contestuale trend in deprezzamento dell’euro nel mese di giugno.

Negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sulla parte a lungo termine con listini azionari in lieve calo, penalizzati soprattutto dal comparto energetico, in seguito al forte calo del petrolio. La giornata si è svolta all’insegna di una maggiore avversione al rischio da parte degli operatori indotta da un mix di fattori: 1) i timori per l’evoluzione del caso Grecia; 2) dati macro meno favorevoli; 3) fine del QE2 della Fed.

Nel frattempo si sono arenati i negoziati tra repubblicani e democratici sul tema dell’innalzamento del tetto del debito entro la data limite del 2 di agosto. In particolare, Eric Cantor, leader dei repubblicani alla camera, ha richiamato la necessità che nei negoziati venga coinvolto anche il presidente Obama, per sciogliere il nodo dell’aumento delle tasse richiesto dai democratici e fortemente osteggiato invece dai repubblicani. Sul fronte obbligazionario, la prossima settimana sono attese emissioni per 99Mld$ sui comparti 2,5 e 7 anni.

Valute: marcato apprezzamento del dollaro vs euro sulla scia delle preoccupazioni legate alla salute dell’economia globale (segnali di rallentamento stanno arrivando dall’area Euro, dagli Usa e dalla Cina in base agli ultimi dati macro). Il cross si è spinto in prossimità dell’area di supporto 1,41, per poi recuperare dopo la notizia del via libera del piano di austerity greco da parte della Troika. La resistenza per oggi si colloca a 1,4340.

Segnaliamo il nuovo record del franco svizzero vs euro a 1,1848, ad evidenziare la fase attuale di forte avversione al rischio tra gli operatori. Prosegue la bassa volatilità dello yen vs dollaro bloccato intorno area 80.

L’euro/yen continua ad essere compreso tra il supporto 113,50 e le resistenze 116,70 – 115,80. Yuan cinese in deprezzamento vs dollaro.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime con l’indice GSCI che ha registrato il calo maggiore da 6 settimane sulla scia dell’aumentata avversione al rischio tra gli operatori e dell’apprezzamento del dollaro.

Pesanti vendite hanno interessato il petrolio e gli altri energetici dopo che l’IEA ha annunciato che, per la terza volta dopo il 1991 ed il 2005, saranno rese disponibili parte delle scorte strategiche (2Mln b/g per i prossimi 30 giorni) per compensare la carenza di produzione libica.

Vendite marcate hanno interessato anche i metalli preziosi. L’oro ha temporaneamente registrato un nuovo record storico in euro (intorno a 1090€/oncia) per poi ritracciare. Negativi gli industriali.

In rialzo le principali componenti agricole, guidate dal cotone (+2,1%).

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