Avversione al rischio, tutte le valute a cui guardare

25 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Dopo le forti vendite di dollari cui abbiamo assistito il penultimo giorno della settimana appena trascorsa, la situazione sembra essersi stabilizzata e la volatilità è rimasta abbastanza contenuta, soprattutto se paragonata a quella registrata i giorni precedenti.

L’aria tuttavia non sembra quella che si può respirare una mattina d’estate soleggiata dopo una tempesta, a causa delle continue preoccupazioni che assalgono le menti degli investitori. Via una, dentro un’altra.

Adesso i vari analisti stanno cominciando a spostare la propria attenzione sul problema America e su tutte le discussioni che stanno avvenendo circa il debito.

L’accordo non è arrivato nemmeno durante il week end e le borse in Asia hanno subito reagito mostrando delle vendite che ci fanno capire come possiamo ancora attenderci l’acuirsi del processo di avversione al rischio che vede il franco svizzero e lo yen giapponese salire insieme ai beni rifugio (si pensi all’oro, che ha quasi raggiunto quota 1.625 dollari/oncia e che non sembra voler fermare la sua corsa) proprio nei momenti in cui gli investitori sono nervosi.

Lo scontro tra democratici e repubblicani sembra non riuscire a trovare una soluzione e questo, potenzialmente, potrebbe pesare in maniera importante sul dollaro che, ora come ora, si è decorrelato dai tipici movimenti che abbiamo visto sulle altre valute rifugio in momenti come questi.

Questo è inevitabile in quanto gli scenari ipotizzabili sono davvero molti, e la maggior parte di essi vedono il dollaro in difficoltà prospettica. Dal punto di vista macroeconomico non abbiamo molto da aggiungere perché ai fini pratici crediamo che sarà davvero una giornata senza molti spunti per cui affidiamoci all’analisi tecnica per cercare di aiutarci nell’operatività.

Iniziamo dunque la nuova settimana concentrandoci sull’andamento dell’eurodollaro che, dopo aver mantenuto da inizio settimana una tendenza positiva, sul finire ha consolidato i livelli raggiunti. I due maggiori punti di attenzione, per la prossime ore, sembrano essere suggeriti da due livelli piuttosto chiari. Troviamo il supporto di 1.43 figura, preciso livello di passata resistenza (indicato dal’ultima percentuale di ritracciamento di Fibonacci, del movimento in discesa evidenziato i primi giorni di luglio) così come possiamo trovare la resistenza di 1.4440, dove tra giovedì e venerdì della passata settimana possiamo notare diversi tentativi di rottura, mancati, osservando un grafico con candele dall’ampiezza inferiore alla giornata.

Quella del cambio UsdJpy di venerdì è stata una rottura con davvero poca decisione. Parliamo della rottura del supporto che si trovava a 78.40, al quale ci saremmo attesi un aumento di volatilità davvero superiore. Ciò che forse ci interessa maggiormente notare è come la tendenza evidenziata da settimane sia negativa e di come il minimo fatto registrare dal cambio a marzo non sia poi così lontano (ricorderete quel 76.50 raggiunto a causa di un aumento esponenziale della volatilità, dovuto alle incertezze immediatamente successive allo Tsunami in Giappone).

Vediamo ora il cambio EurJpy, non potendo fare a meno di notare come la resistenza di 113.50 (precedente livello di supporto chiave) si sia rivelata fondamentale e come questo livello si candidi a maggior resistenza nell’immediato futuro. Per trovare un livello di supporto, con lo scopo di riuscire ad approfittare della tendenza rialzista, dobbiamo concentrarci sulla linea di tendenza positiva che sostiene il movimento da dieci giorni esatti. Il punto così individuato è prossimo a 112 figura.

Lo strappo di giovedì scorso ha permesso al cable di consolidare al di sopra di un’importante livello di supporto. Parliamo di 1.62, allargato sino a 1.6250, dove sono presenti un buon numero di fattori coincidenti che lasciano intendere un rinnovato movimento favorevole alla sterlina. Il livello appena osservato rappresenta il supporto per le nostre prossime ore di trading.

Guardiamo ora al cambio EurGbp dove abbiamo potuto riconoscere, sul finire della settimana passata, un livello di resistenza, confermato più volte. Facciamo riferimento a 0.8840, indicato da una nutrita seria di massimi delle ultime due settimane così come rappresenta il primo dei livelli di ritracciamento di Fibonacci del movimento in calo evidenziato da inizio luglio.

Solo un accenno al cambio GbpJpy per notare come il livello indicato a 128.15, seppur allargato di qualche punto, abbia tenuto egregiamente ai tentativi di rottura degli ultimi due giorni di settimana passata. Anche le prossime ore potrebbero dipendere molto da questa area di resistenza.

La ripresa del franco di venerdì ha mosso a ribasso violentemente i cambi contro euro e dollaro.

Il cambio EurChf crediamo che molto presto avrà a che fare come il livello di supporto di 1.16 figura mentre il cambio UsdChf invece è praticamente giunto al precedente minimo storico, 0.8090, osservato una decina di giorni fa e da considerare il punto di svolta per un’ulteriore aumento ribassista della volatilità.

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