Auto: CSP prevede un 2° trim in profondo rosso

1 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Accelera la caduta del mercato automobilistico italiano. In giugno le vetture immatricolate sono state 170.625 con un calo del 19,12% sullo stesso mese del 2009. Si riduce così anche il margine del 23,3% sullo stesso periodo del 2009, che era stato accumulato a fine marzo. Il primo semestre chiude infatti il suo consuntivo con 1.163.602 immatricolazioni ed una crescita contenuta nel 2,91% e per il secondo semestre le previsioni sono fortemente negative. Finito l’effetto degli incentivi 2009, le immatricolazioni sul mercato italiano si confrontano ora con i risultati positivi che si registrarono nello scorso anno proprio per effetto degli incentivi a partire da giugno. In questa situazione il mercato italiano risente pesantemente della congiuntura economica generale. E’ noto che si sta delineando una moderata ripresa dell’economia, che appare però trainata prevalentemente dalla domanda estera e riguarda soprattutto i settori dei beni di investimento ed intermedi, mentre la domanda di beni di consumo resta debole in generale e particolarmente debole nel comparto dei beni di consumo durevoli. La crisi economica, che l’anno scorso ha colpito soprattutto l’apparato produttivo, mentre il sistema delle famiglie ha contenuto i danni grazie agli ammortizzatori sociali ed allo stock di risparmio privato, quest’anno colpisce soprattutto le famiglie. La dicotomia che si sta delineando è messa bene in luce dall’indicatore di fiducia delle imprese manifatturiere, che dall’aprile 2009 è in ripresa, e da quello dei consumatori, che, dopo un andamento non negativo nel 2009, dal gennaio scorso è in caduta. Anche i dati sul mercato dell’auto riflettono questa situazione. Infatti in giugno, secondo le elaborazioni dell’Unrae, mentre le vendite di autovetture a privati calano del 30,45%, quelle ad imprese e società crescono del 15,93%. Come si accennava, le prospettive per i prossimi mesi appaiono fortemente negative. Vi è infatti il fondato timore che la manovra all’esame del Parlamento possa deprimere l’incipiente ripresa dell’economia. Da più parti si sostiene infatti la necessità di accompagnare la manovra imposta dall’esigenza di salvaguardare il nostro debito sovrano con limitati, ma incisivi, interventi di sostegno della domanda nei settori strategici per l’economia e per l’occupazione ed in particolare in quello dell’auto. Le difficoltà di questo settore emergono con grande chiarezza dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor Gl events a fine giugno. Ben il 91% dei concessionari interpellati dichiara basso il livello di affluenza di visitatori nelle show room, mentre il restante 9% lo dichiara normale e nessuno lo indica alto. Ancora peggiore la situazione per l’acquisizione di ordini, che è stata bassa per il 94% dei concessionari e normale per un risicato 6%. Molta cautela anche sulle attese a tre-quattro mesi. Per il 59% degli interpellati le vendite diminuiranno ulteriormente. Molto preoccupante poi il dato sull’indicatore di fiducia degli operatori del settore auto che in giugno crolla a quota 18,40, un livello pericolosamente vicino ai minimi toccati nel 2008.