Auto: CSP, in Europa ripresa apparente a gennaio

16 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Secondo i dati resi noti oggi dall’Acea, in gennaio sono state immatricolate in Europa (UE27+EFTA) 1.085.894 autovetture con un incremento del 13% su gennaio 2009. Si tratta di una ripresa soltanto apparente perchè lo scorso anno era iniziato con una pesantissima flessione (- 27%) dovuta al fatto che, nel pieno della “crisi globale”, pochissimi stati avevano già varato misure di sostegno della domanda di auto. Per valutare più correttamente i dati del gennaio scorso, è opportuno fare riferimento ad un mese “normale” come gennaio 2008 in cui le immatricolazioni furono 1.313.822. Nei confronti di questo livello gennaio scorso accusa un calo del 17,4%. Lo si legge in una nota diffusa dal Centro Studi Promotor. Nel confronto col gennaio dello scorso anno i dati diffusi oggi evidenziano comunque una crescita per quasi tutti i paesi considerati ed, in particolare, tutti in crescita, tranne la Germania, sono i cinque maggiori mercati e cioè, oltre quello tedesco, quelli dell’Italia (+30,2%), della Francia (+14,3%), del Regno Unito (+29,8%) e della Spagna (+18,1%). L’analisi dei dati di questi cinque mercati appare particolarmente utile per valutare le prospettive del mercato europeo. In Germania si registra un calo del 4,3% dovuto al fatto che gli incentivi alla domanda sono finiti in settembre e nei mesi scorsi si è esaurito anche il consistente portafoglio ordini accumulato proprio grazie agli incentivi. Gli altri quattro grandi mercati sono tutti in crescita per il fatto che beneficiano ancora di incentivi o che comunque possono ancora contare su un consistente portafoglio ordini accumulato proprio grazie ai bonus statali. Particolarmente rilevante è il caso dell’Italia, che in gennaio è stato il maggiore mercato europeo, ruolo che nell’intero anno generalmente spetta alla Germania. Nel nostro Paese le immatricolazioni sono state 206.341 con una crescita del 30,2% dovuta esclusivamente all’evasione di ordini con incentivi raccolti entro il 31 dicembre 2009 (data di scadenza degli incentivi), ordini che possono essere evasi beneficiando degli incentivi fino al 31 marzo 2010. L’esame approfondito dei dati relativi a tutti i Paesi conferma che il recupero del mercato europeo nella seconda parte del 2009 e nel gennaio 2010 è dovuto esclusivamente agli incentivi alla domanda, che nella maggior parte dei paesi, Italia compresa, non sono stati prorogati per il 2010 o stanno comunque per scadere. E’ del tutto evidente che, come il caso della Germania già comincia a dimostrare e come dimostra chiaramente la caduta degli ordini in Italia, in mancanza di nuovi incentivi il mercato europeo è destinato a subire forti flessioni nei prossimi mesi con conseguenze pesanti sull’occupazione e sulla ripresa dell’economia, ripresa che, peraltro, appare oggi più difficile di quanto sembrava soltanto qualche settimana fa. Per definire una politica europea per gli incentivi all’auto i ministri dell’industria della UE si riuniranno a Bruxelles venerdì prossimo 19 febbraio. Se intenderanno evitare nuovi pesanti traumi al sistema economico dell’Unione, l’unica politica che potranno adottare sarà l’adozione di nuovi incentivi alla domanda di auto, auspicabilmente concordati in ambito europeo.