Auto: banche dietro a calo record vendite. Effetto domino

11 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Brusco calo delle vendite delle auto nel mese di marzo, scese ad un ritmo di appena 16 milioni e mezzo, sotto le aspettative di 17,3 milioni, registrando così il tasso più debole da febbraio del 2015.

Un calo che ha destato sorprese anche tra gli economisti che stanno attualmente monitorando il settore per verificare se il trend continui e se possa in qualche modo essere un segno di un indebolimento più ampio che riguarda i consumatori e che potrebbe propagarsi verso altri settori dell’economia. 
Se non si comprano più auto è probabile che via una maggiore preoccupazione in merito alle proprie finanze o sull’economia.

Come ha sottolineato Michelle Meyer, capo economista Usa alla Bank of America Merrill Lynch:

“Se nei prossimi mesi emergerà un ulteriore calo delle vendite, dobbiamo stare molto attenti visto che sarà un feedback non da poco che si ripercuoterà direttamente sull’economia. Il rischio più grande è che si tratti di un segno di debolezza più ampio dei consumatori”.

Gli analisti di Goldman sachs stanno valutando se proprio tale rallentamento sia l’inizio di un trend molto più grande. In altre parole, i problemi del mercato auto in questo momento potrebbero presto infettare il resto dell’economia.

Le vendite di auto infatti sono un importante barometro economico visto che l’industria automobilistica può creare un grande effetto a catena. E ad aver contribuito a mettere i freni alle vendite di auto a marzo possono essere state le banche. E’ in aumento infatti l’insolvenza nei prestiti per acquistare auto, tanto che gli istituti di credito stanno rendendo più stringenti i criteri per erogare tali prestiti. A dirlo sempre Meyer:

“E’ possibile che le insolvenze che si stanno accumulando, stiano portando ad un irrigidimenti dei criteri di concessione dei prestiti”.