Austria: Opec, produzione petrolio ferma

16 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il rischio-crescita negli Usa e l’instabilità delle Borse, che potrebbero provocare un drastico calo della domanda di petrolio, balzano in primo piano al vertice Opec di ieri a Vienna. A manifestare aperti timori, durante un meeting in cui il cartello decide di mantenere invariate le quote di produzione pur mettendo in pratica fino in fondo i tagli decisi in precedenza, è il ministro del petrolio del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah. “Siamo molto preoccupati di un rischio recessione negli Stati Uniti”. A evocare il fantasma recessione negli Usa, ieri rilanciato da Merril Lynch (vedere articolo a pagina 5), è stato, nei giorni scorsi, l’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan. La Borsa di New York sta vivendo giorni di forte nervosismo, in un mercato sempre più preoccupato che il fallimento di grosse società che operano nel segmento dei mutui subprime, quelli concessi alla clientela più rischiosa, possa destabilizzare fortemente i mercati finanziari. L’Opec teme che un’eventuale recessione negli Usa innescherebbe un crollo dei mercati azionari con effetti negativi sulla domanda globale di petrolio. Dalle stime messe a punto finora, in ogni caso, l’organizzazione si attende per il 2007 una domanda media di greggio attorno agli 85,5 milioni di barili al giorno, in crescita rispetto agli 85,37 milioni previsti nell’ultimo rapporto, grazie all’inverno freddo in Nord America. Al momento l’organizzazione non sarebbe intenzionata a nuovi interventi, visto che le quote fissate in precedenza vengono rispettate e il prezzo del petrolio scende sotto i 60 dollari. Ma la pressione che grava sui mercati per una possibile rallentamento della crescita economica globale “si fa avanti”, sottolinea l’Opec in una nota. Il cartello petrolifero, che produce circa il 40 per cento del petrolio utilizzato a livello globale, decide quindi di mantenere le quote invariate e “i ministri si sono impegnati con forza a continuare a rispettare le quote”, spiega al termine del meeting a Vienna il ministro del petrolio del Qatar, Adbullah bin Hamad al-Attiyah. Restano in vigore, quindi, i tagli di 1,7 milioni di barili al giorno decisi nei due precedenti meeting del cartello petrolifero, mentre i ministri si dànno appuntamenti al prossimo incontro fissato per l’11 settembre. Nessun incontro è previsto per giugno, spiega il ministro del Qatar, anche se il cartello terrà d’occhio la situazione e un meeting potrebbe comunque essere convocato in via straordinaria se la situazione dovesse cambiare. Finora, secondo Bloomberg News, i dieci membri dell’Opec soggetti a limiti alla produzione completano circa il 60 per cento dei tagli decisi a ottobre a Doha, in Qatar, e a dicembre ad Abuja, in Nigeria.