Australia: Governo vende azioni Telstra

5 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il Governo di Canberra lancia una campagna promozionale del costo pari a 12 milioni di euro per convincere gli australiani a investire i loro risparmi nella T3, la terza tranche del suo rimanente 51,8 per cento di azioni dell’operatore Telstra (già Telecom Australia), in un’offerta pubblica da 8 miliardi di dollari australiani (4,8 miliardi di euro). L’offerta per l’acquisto di azioni nella T3, diretta come le due tranche precedenti ai piccoli azionisti piuttosto che ai grandi investitori, si apre il 23 ottobre e si prevede durerà per quattro settimane. Il rimanente 30 per cento delle azioni di proprietà governativa sarà affidato a un fondo pensione almeno per i prossimi due anni. Agli attuali azionisti di Telstra sarà fatta un’offerta preferenziale al momento della vendita.
Durante il periodo di lancio delle emissioni, il Governo federale pagherà agli undici broker internazionali selezionati una commissione inconsuetamente alta dell’1,25 per cento sul valore di ciascuna azione, “per assicurare che i broker lavorino al meglio possibile”, spiega il ministro delle Finanze, Nick Minchin. Il prospetto di emissione sarà diffuso il 9 ottobre, appena tre giorni dopo che il controverso chief executive della Telstra, lo statunitense Sol Trujillo importato dal governo di Canberra per dirigere Telstra, aggiornerà gli investitori sul progresso del suo piano quinquennale di trasformazione dell’azienda. L’impresa si annuncia complessa, considerato l’annus horribilis appena attraversato dal gigante delle telecomunicazioni che, dalla nomina di Trujillo a responsabile esecutivo, vede il prezzo delle proprie azioni crollare di quasi il 30 per cento, bruciando cosi l’equivalente di 10,5 miliardi di euro dal valore della società.
Lo stile di Trujillo e dei suoi collaboratori importati dagli Usa causa continui grattacapi al governo Howard. La sua competenza è messa in discussione da indagini giornalistiche sui suoi precedenti incarichi con grandi compagnie telefoniche negli Usa, che sotto la sua gestione mancano di assicurare servizi telefonici di base agli utenti e che Trujillo lascia con liquidazioni per oltre 200 milioni di dollari. In Australia Trujillo è accusato di volta in volta di provenire da un altro pianeta e di imporre un’eccessiva regolamentazione al settore, per arrivare alla sbalorditive dichiarazioni del responsabile delle politiche Telstra, Phil Burgess, che, avverte, non raccomanderebbe a sua madre di comprare le azioni della T3.