Australia: Positivo l’export dei vini locali

31 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Le esportazioni di vino dei due Paesi, nonostante non crescano più ai ritmi vertiginosi di qualche anno fa, sono in buona salute. Si lanciano programmi piuttosto ambiziosi di ricerca e mercato, per acquisire nuovi sbocchi commerciali e anticipare i bisogni del consumatore.
Nel biennio 2003/2004 le esportazioni australiane hanno toccato i 2,4 miliardi di dollari, cifra superata nel 2005-06 dove si è raggiunta quota 2,75 miliardi di dollari. Seppure nell’ultimo biennio la crescita non sia stata spettacolare, è necessario considerare che il periodo dal 1996 al 2003 ha visto un incremento eccezionale dell’export di vino man mano che all’estero aumentava l’apprezzamento per i vini australiani. Grandi produttori di vino stranieri hanno investito nelle cantine australiane, mentre società australiane hanno assunto partecipazioni di controllo in aziende enologiche di paesi come la Francia e il Cile. Anche la Nuova Zelanda sta emergendo sulla scena vitivinicola mondiale con risultati positivi che riguardano soprattutto i valori di esportazione, più che le quantità, fattore che sembrerebbe ricollegato a un cambio di posizionamento verso l’alto dei vini neozelandesi. Secondo Chris Yorke, global marketing director di New Zealand Winegrowers, così come riportato da Decanter, se è vero che Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia restano i principali mercati di sbocco per i vini neozelandesi, dei segnali fortemente positivi sono stati lanciati dai mercati secondari, Canada, Irlanda e Danicarca, tutti con crescite a due cifre. La Nuova Zelanda si sta forse staccando dall’Australia, cercando di compiere quel salto qualitativo e nell’immaginario del consumatore che può far avvicinare la Nuova Zelanda al nostro Vecchio Continente. Anche per questa ragione è stato annunciato da parte Governo neozelandese il lancio di un progetto di ricerca sul Sauvignon Blanc da ben 17 milioni di dollari. Il progetto di ricerca è stato affidato al Marlborough Research Centre e alla Auckland University e ha come obiettivo comprendere a fondo la caratterizzazione chimica ed aromatica del Sauvignon Blanc coltivato in Nuova Zelanda, così da poter procedere, nel breve-medio periodo, a studiare tecniche agronomiche ed enologiche che possano estrarre o accentuare le componenti aromatiche maggiormente gradite al consumatore.
Se la Nuova Zelanda galoppa sul fronte qualitativo, l’Australia, in virtù anche di dimensioni diverse, sta cercando di adottare una politica vitivinicola di lungo respiro.
E’ infatti notizia recente che per il vino l’Australia ha lanciato un piano strategico a 18 anni. Il nuovo piano, frutto del lavoro dei più grandi professionisti del mondo del vino australiano, avrà i seguenti obiettivi: anticipare i bisogni del mercato; influenzare la domanda del consumatore; costruire un successo durabile. L’idea è quella di fornire una risposta ai problemi che i vini australiani stanno ora affrontando (crescita della concorrenza da parte degli altri nuovi paesi produttori, diminuzione del prezzo al litro nell’export, concentrazione delle reti di vendita al dettaglio, dollaro australiano forte).