Australia: G20 per energia e prezzi

20 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Energia, ma anche rischi inflazionistici ed eventuali rialzi dei tassi di interesse. Questi alcuni dei temi in nell’agenda dei governatori delle Banche centrali del G20, che oggi e domani si incontreranno a Melbourne, in Australia. Al vertice, che sarà presieduto dal ministro australiano del Tesoro, Peter Costello, e dal governatore della Reserve Bank, Glenn Stevens, parteciperà anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. La città australiana è blindata per il vertice, al quale partecipano fra gli altri il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, il governatore della Banca popolare della Cina, Zhou Xiaochuan, e il ministro delle Finanze indiano, Palaniappan Chidambaram.
Transenne di metallo sono erette nella zona del centro, che comprende l’hotel dove i leader resteranno asserragliati. La polizia si aspetta di poter far fronte così alla maxi-manifestazione preannunciata per stamattina, che dovrebbe vedere la partecipazione di circa 20mila persone, dai gruppi cristiani ai no global, determinati a far sentire la loro voce soprattutto contro la povertà, le liberalizzazioni commerciali, gli insufficienti finanziamenti per aiutare i Paesi del terzo mondo, e gli squilibri ambientali creati dallo sviluppo economico, non soltanto nei Paesi industrializzati, ma anche in quelli emergenti come Cina, India e Corea del Sud.
Temi paralleli a quelli che saranno discussi dai rappresentati dei G20 che, oltre all’obiettivo primario di garantire la stabilità dei sistemi finanziari e la prevenzione di crisi su vasta scala, discuteranno delle misure per contenere il riscaldamento globale, dello sviluppo demografico specie in certe aree del pianeta, delle risorse energetiche, del ruolo del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, dell’integrazione economica cuore della globalizzazione e degli aiuti ai Paesi poveri.
I responsabili finanziari e delle politiche monetarie delle nazioni che comandano l’andamento economico dell’85 per cento del pianeta, e che coprono i due terzi della popolazione mondiale, sono chiamati ad affrontare i problemi più immediati dell’economia globale, specie in relazione alle nuove spinte inflazionistiche che minacciano la crescita intorno al mondo. Spinte determinate soprattutto dalla forte domanda di beni nei Paesi emergenti, che stanno creando pressioni sui prezzi del petrolio e delle risorse energetiche in generale, come gas e carbone.
Nell’agenda del vertice anche il sostegno all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), per costruire un forte consenso attorno alla liberalizzazione multilaterale degli scambi mondiali, creando le condizioni per un’integrazione dei Paesi più poveri del globo. Crescita coordinata quindi, ed aiuti per lo sviluppo industriale e commerciale, sempre tenendo conto della diversità delle prospettive dei singoli Paesi. Il G20 include i Paesi del G8, Usa, Germania, Giappone, Francia, Italia, Gran Bretagna, Russia e Canada, oltre ad Argentina, Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Sudafrica, Corea del sud, Turchia e Arabia Saudita.
Quest’ultima è compresa, anche se è solo la ventiseiesima economia del mondo, poiché controlla le più grandi riserve di petrolio del mondo, e rappresenta il Medio Oriente. Anche l’Unione europea è membro del gruppo. Il G20 viene formato nel 1999 su iniziativa di Washington, in riconoscimento dei rapidi ed estesi cambiamenti nell’economia mondiale.