AUMENTA LA POPOLAZIONE DEI MILIONARI

18 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il 2001 e’ stato un anno terribile per le borse ma i paperoni mondiali hanno resistito meglio di altri investitori.

E’ questo il risultato dell’annuale ricerca condotta da Merrill Lynch e Cap Gemini sugli “high net-worth individuals” le persone con patrimoni disponibili per l’investimento (esclusi beni fisici come le case) superiori al milione di dollari.

La popolazione dei ricconi a livello mondiale lo scorso anno e’ cresciuta del 3% raggiungendo i 7,1 milioni di persone, della stessa percentuale e’ cresciuta la ricchezza a loro disposizione arrivata a 26,2 miliardi di dollari. Si tratta dell’incremento minore degli ultimi anni, segno che i ribassi di borsa hanno colpito, sebbene in misura minore, anche questo tipo di investitori.

Il comune denominatore che ha protetto i paperoni mondiali dai ribassi del 2001 si chiama diversificazione. Chi ha a disposizione molto denaro tende infatti ad allocare meglio gli investimenti, resistendo con piu’ facilita’ ai momenti di contrazione economica.

Grazie all’aiuto di consulenti maggiormente in grado di personalizzare il servizio, gli “high net-worth individuals” hanno in generale riconosciuto in anticipo l’inversione di tendenza delle borse, riusciendo cosi’ a deviare parte dei patrimoni verso investimenti alternativi e a contenere i danni.

Ad avvantaggiarsi di questa tendenza sono stati in particolare gli hedge funds che grazie all’elevata volatilita’ dei mercati hanno sovraperformato i listini azionari.

All’interno di questa fascia di investitori, l’approccio all’investimento si differenzia a secondo della provenienza geografica.

Gli americani
Tradizionalmente molto attivi nell’investire i loro patrimoni, i milionari americani, durante il 2001, hanno battuto i loro colleghi europei con un incremento di ricchezza disponibile del 1,7% contro il +0,1%.

A deprimere la performance dei patrimoni americani e’ stata l’ingente quota dedicata all’investimento azionario mentre a migliorarla e’ intervenuta la forza del biglietto verde apprezzatosi contro tutte le altre valute.

Di norma gli investitori statunitensi hanno poca tendenza ad investire all’estero, preferendo rimanere concentrati su quello che viene considerato il mercato finanziario per eccellenza.

Gli europei
Gli investitori del vecchio continente hanno sofferto la duplice cattiva performance delle borse e dell’euro. Tuttavia rispetto ai loro colleghi americani, gli europei tendono ad essere meno investiti sul comparto azionario, preferendo il reddito fisso e le proprieta’ immobiliari e questo ha permesso di controbilanciare i fattori negativi.

Gli investitori europei tradizionalmente alla ricerca di assets che proteggano il patrimonio da forti tassi d’inflazione sono maggiormente orientati all’investimento all’estero rispetto agli statunitensi. L’introduzione di una moneta unica per tutta l’Unione ha accentuato questa tendenza.

Gli altri investitori
L’incremento di ricchezza maggiore a livello mondiale non viene tuttavia da uno dei Paesi del G7 ma abbastanza sorprendentemente dalle nazioni asiatiche (escluso il Giappone) e dall’America latina.

Gli “high net-worth individuals” appartenenti al primo gruppo hanno potuto contare su un elevato tasso di risparmio e su delle borse che hanno sovraperformato in media quella americana. Il risultato in termini di valore del patrimonio a disposizione e’ un confortante +7,1%

Per quanto riguarda gli investitori dell’America latina, a fare la differenza e’ stata la tendenza ad investire la stragrande maggioranza del patrimonio in assets denominati in dollari. Il risultato? La ricchezza dei paperoni sudamericani e’ cresciuta nel 2001 del +8%.

Le conclusioni
Secondo James Greene, vice-presidente degli investimenti globali di Cap Gemini, il segmento “high net-worth individuals” , nonostante il difficile 2001, e’ destinato a crescere ad un tasso simile a quello degli ultimi 10 anni.

Gli investitori americani ed europei tenderanno a convergere nel loro modo di gestire i patrimoni.

La sfida per gli istituti finanziari che seguono questo tipo di investitori sara’ quella di essere sempre piu’ flessibili e pronti a fare della personalizzazione l’arma vincente per soddisfare esigenze sempre piu’ complesse.