Attesa per rapporto occupazione Usa: le tre condizioni pro-euro

di Redazione Wall Street Italia
1 Aprile 2011 10:11

Legnano – Considerando il fatto che oggi verranno rilasciati i dati in assoluto più attesi dai mercati e dagli investitori, ieri e l’inizio di questa giornata di trading sono da considerare sostanzialmente tranquilli.

Parliamo chiaramente delle release dei Non Farm Payrolls americani (le variazioni del numero delle buste paga durante il mese di marzo) e del tasso di disoccupazione. Questi, sono attesi rispettivamente a 190k (precedente 192k) e a 8.9% (precedente 8.9%). Gli scenari possibili sono tanti, ma crediamo che quello che potrebbe avere un maggiore impatto sia uno che vede una creazione di posti di lavoro superiore alle 275k unità, un tasso di disoccupazione non in peggioramento ed una revisione a rialzo del dato di febbraio. Solo nel caso in cui si verifichino queste tre condizioni, crediamo possa beneficiarne in maniera strutturale il dollaro.

Il mercato infatti, secondo il nostro parere, sta lentamente tornando a muoversi sulle aspettative relative alle mosse delle banche centrali. Ad essere sinceri la frase appena battuta non è completamente corretta; assistiamo infatti a movimenti di salita dell’euro contro il dollaro dai primi giorni di quest’anno stiamo, trend ascendente che ha preso più forza da metà febbraio e da quando Trichet ha prospettato un rialzo imminente dei tassi di interesse.

Questa salita si è verificata nonostante i timori circa la situazione del debito sovrano europeo, che ha sempre fatto ragionare i traders su entrambi i piatti della bilancia, rialzo dei tassi pro-euro da una parte, crisi dei Paesi periferici contro-euro dall’altra.

Ieri sembra che si sia cominciato a fare un po’ di chiarezza sul sentiment di mercato, dopo la pubblicazione degli stress test effettuati sulle banche irlandesi. Il risultato è che quattro istituti necessitano di una cifra pari a 24 miliardi di euro per ricapitalizzarsi, risultato in linea con le aspettative di mercato che si muovevano tra 18 e 30 miliardi, con un’alta concentrazione di previsioni tra i 20 ed i 25.

Questo, insieme all’annuncio delle autorità di voler riorganizzare il sistema bancario irlandese per ridare fiducia in esso (non dobbiamo dimenticare che la crisi irlandese è partita dalle banche) ha fatto in modo che la valuta unica rimanesse sostenuta, pur essendosi discostata di una sessantina di punti dai massimi relativi fatti segnare in mattinata e rimanendo, come vedremo più avanti, sopra importanti punti tecnici.

Questo fa sì che a meno che dovessimo assistere ad una pubblicazione clamorosamente positiva dei NFP, che avrebbe effetti negativi congiuntamente su EurUsd, UsdJpy (ricordiamo che il mese scorso sul buon NFP rilasciato questo cambio ha dato buoni spunti rialzisti), AudUsd e GbpUsd, la moneta unica possa continuare la sua strada a rialzo alla ricerca di obiettivi più ambiziosi, oltre l’ultimo livello di resistenza ultimo, transitante per 1.4280.

Passiamo all’ultima sezione di analisi tecnica per questa settimana, osservando prima di tutto l’eurodollaro. La situazione in questo caso non accenna a mutare, essendo i prezzi rimasti ampiamente all’interno di quello scenario rialzista ipotizzato da qualche tempo. La trendline di supporto più famosa transita nelle prossime ore nei pressi di 1.4080, mentre l’area statica di supporto, fornita dai massimi e minimi precedenti, gravita sempre intorno a 1.4030-50. Il più importante livello di resistenza si trova ancora prossimo a 1.4250. Va da se che oggi, con le premesse macroeconomiche viste sopra, potremmo asssitere all’interrruzione di questa situazione laterale, per la moneta unica, ed assistere ad una continuazione, o meno, del trend.

Il cambio UsdJpy ha chiuso ieri il sesto giorno consecutivo in ripresa, continuando a mostrare intenzioni positive nel medio. Ci siamo avvicinati particolarmente a 84.20, da cui mancano meno di 60 pips, che è il livello considerato come maggior pretesto per un rinnovato movimento rialzista e favorevole al dollaro di più ampio respiro. Ripetendoci ancora una volta, non possiamo che considerare 82 come livello di supporto maggiormente significativo per considerare valida la price action positiva sul cambio.

La conseguenza delle due situazioni tecniche appena osservate è ovviamente un cambio EurJpy in decisa salita, continuando quanto evidenziato i giorni appena passati con la definitiva rottura di 115.35 prima e di 116 poi. Lo spunto più interessante su questo cambio giunge da un grafico giornaliero, tramite cui si può notare la fuorisuscita dalla fascia bassa dello spazio occupato dagli scambi negli ultimi 10 mesi ed un segnale forte a rialzo. Per le prossime evoluzioni non possiamo prescindere da Fibonacci, avendo i prezzi raggiunto il primo livello, a 118.30, del 38.2% di ritracciamento del movimento di lungo, compreso fra 139.30 e 105.50, e qualora questo dovesse essere superato stabilmente potremmo lasciarci andare ad una buona dose di ottimismo e ipotizzare un successivo 122 (il 50%) ed infine 126 (il 61.8%). L’area compresa fra 115.35 e 116 fornisce, ancora per l’immediato futuro, il suppporto ideale a questo scenario e sino a che dovesse tenere possiamo attenderci le estensioni sopra indicate.

Diamo ora uno sguardo alla sterlina, incominciando dal cable, dove abbiamo osservato ieri una decisa inversione rispetto al movimento in salita incominciato con la rottura di 1.6040. Questo potrebbe essere dipeso dai commenti del membro della BoE, David Miles, il quale ha affermato che la transizione del mercato immobiliare verso un ritorno alla normalità sarà “dolorosa”, lasciando intendere che sino ad un sengale distensivo proveniente da questo mercato, trainante per l’economia, i tassi potrebbero rimanere su livelli attuali (0.50%) per diverso tempo. Per oggi sarà comunque interessare prestare attenzione ai livelli tecnici oramai noti. Abbiamo certamente il più importante supporto, compreso fra 1.5930 e 1.5970 e la maggiore resitenza sul doppio massimo di 1.6150 (25 e 31 marzo scorsi).

La situazione sul cambio EurGbp non accenna a variare con una trendline inferiore, che sengna il passo, davvero efficace. Per le prossime ore troviamo che questa coinciderà con il livello statico di supporto di maggior interesse, 0.8760, rafforzandone l’importanza e fornendo così i livello da osservare con maggior attenzione per valutare una continuazione di questa precisa tendenza che ha come obiettivo il picco di masssimo di ottobre scorso, 0.8930.
Terminiamo con il franco, stabile nei confronti dei suoi maggiori avversari.

Il cambio EurChf rimane in una fase di indecisione proprio a ridosso di quello che è il più importante livello di resistenza, 1.3040. In questo caso ricordiamo che se dovesse avvenire una chiara rottura potremmo aspettarci il raggiungimento di 1.32 in un lasso temporale non particolarmente ampio.

Il cambio UsdChf rimane stranamente immobile sul livello di equilibrio di 0.9180-0.92, con medie particolarmente sovrapposte segnalando l’attesa di un qualsiasi trend. Possiamo solamente rimanere in attesa di un elemento scatenante, che potrebbe arrivare oggi pomeriggio e che finalmente indichi una ripresa, al si dopra di 0.9360 o una continuazione di questa tendenza negativa per il dollaro di lungo.

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