AT&T : GIOVEDI’ LA PIU’ GRANDE IPO AMERICANA

26 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

La volatilita’ del mercato e le turbolenze sul settore tecnologico che hanno portato alla cancellazione di molte IPO non sembrano preoccupare la piu’ grande societa’ telefonica degli Stati Uniti.

L’IPO (offerta iniziale di collocamento) della divisione di telefonia cellulare di AT&T(T) rimane in calendario per giovedi’.

La piu’ imponente Ipo di tutti i tempi, almeno 10,44 miliardi di dollari – il prezzo iniziale verra’ fissato tra oggi e domani – potrebbe significare, secondo parecchi analisti, l’opportunita’ di acquistare azioni di AT&T Wireless Group a una quotazione conveniente, ma alcuni investitori istituzionali hanno dichiarato che non intendono fare man bassa del titolo.

Tra questi, Brian Hayward, gestore di portafoglio del fondo Invesco Telecommunications, e’ convinto che le azioni AT&T Wireless, per le attuali condizioni di mercato, saranno offerte a un prezzo convenienete, ma consiglia comunque di non affrettarsi a comprare.

L’industria delle telecomunicazioni wireless e’ una delle piu’ calde sul mercato dal novembre 1998 e due dei leaders, Nextel Communications (NXTL) e Sprint PCS Group(PCS) hanno visto i loro titoli crescere di otto volte la quotazione iniziale. Durante le scorse sei settimane, pero’, il mercato dei tecnologici ha perso forza e, rispetto ai massimi, Nextel e’ in calo del 33% e Sprint del 21%.

Non solo. Brian Hayward e’ certo che la societa’ dovra’ affrontare spese significative per espandere la propria capacita’ e che mettera’ sul mercato molte piu’ azioni nel prossimo futuro. AT&T Wireless necessita infatti, nel solo anno in corso, di 4 miliardi di dollari di capitale.

Nel primo trimestre di quest’anno il fatturato della divisione wireless e’ cresciuto del 33% rispetto al 1999, ma le fusioni e le joint venture in corso tra le societa’ concorrenti creeranno colossi ad alta capitalizzazione con cui AT&T dovra’ fare i conti.

Per il momento, pero’, AT&T intende collocare 360 milioni di titoli, pari al 15,6-17,5% della divisione, ad un prezzo oscillante tra 26 e 32 dollari. Alla quotazione intermedia di 29 dollari, raccoglierebbe 10,44 miliardi di dollari, ma l’offerta potrebbe raggiungere i 13 miliardi.

Secondo Mark Basham di Standard & Poor’s e’ probabile che il titolo salga del 19% dai 29 dollari proposti a 34 dollari e mezzo, ma e’ quasi certo che non si raggiungeranno le quotazioni spettacolari che le Ipo dell’high-tech hanno registrato l’anno scorso.

Anche se gli investitori sono rassicurati dal calibro delle banche d’investimento che sottoscrivono l’offerta, Goldman Sachs, Merrill Lynch e Salomon Smith Barney , il titolo non potra’ beneficiare delle potenzialita’ di una societa’ indipendente, poiche’ AT&T ne mantiene il controllo.

Il gigante delle telecomunicazioni e’ infatti impegnato a contrastare la TV via cavo proponendo l’utilizzo delle linee telefoniche e a salvaguardare il mercato della teleselezione, pertanto potrebbe trovarsi a non essere sempre in sintonia con le necessita’ della divisione wireless.

Divisione che ha contato solo per il 12% del fatturato di AT&T nel 1999, ma che si stima abbia contato per il 59% della sua crescita.

“E’ difficile valutare questa offerta”, commenta il money manager William Berger, “poiche’ la societa’ passa da un punto di pareggio ad avere un cash flow di 1 miliardo di dollari”.

E poi c’e’ tutta una serie di questioni non risolte.

La domanda per il servizio mobile ha iniziato a crescere nel maggio 1998 quando AT&T ha introdotto un prezzo fisso per le chiamate al di fuori della rete, ma l’eccessiva richiesta ha portato con se’ vari problemi, primo fra tutti il sovraccarico del network.

Sebbene i problemi sembrino ora sotto controllo, sui maggiori mercati rimangono aree affette dal sovraccarico di chiamate e secondo alcuni analisti la situazione potrebbe peggiorare.

Innanzitutto, concentrando gli sforzi su un mercato esistente, la societa’ rischia di perdere quota di mercato e poi il sistema ‘TDMA’ utilizzato da AT&T e’ considerato inferiore per capacita’ a quello ‘CDMA’ utilizzato da alcune concorrenti. Cio’ significa che AT&T Wireless dovra’ affrontare presto il problema dell’espansione della capacita’ e della compatibilita’ con le future tecnologie digitali.

Saranno necessari quindi ingenti capitali, e non solo per le infrastrutture, ma anche per aggiudicarsi le licenze wireless della Federal Communications Commission che potrebbero costare oltre 10 miliardi di dollari.

Sul piano della gestione, poi, AT&T Wireless ha perso lo scorso mese il direttore operativo Dan Hesse che e’ passato alla startup dell’Internet TeraBeam Networks per non aver ottenuto la posizione di amministatore delegato.

Al collocamento di At&t Wireless guardano tuttavia con grande attenzione molti venture capitalist, convinti che il mercato della telefonia cellulare stia per spiccare il volo grazie ai nuovi servizi che si aggiungono alle comunicazioni vocali.

“E’ questo il grande momento della telefonia cellulare – ha dichiarato Morgan Jones di Battery Ventures – grazie a Internet, sono in arrivo sul telefonino applicazioni dal potenziale esplosivo”.