Asta: Tesoro deve alzare i tassi per collocare bond

12 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Tesoro ha emesso 11,5 miliardi di euro di titoli di stato e il collocamento ha avuto un brutto esito, in quanto si è assistito a un forte rialzo dei rendimenti e a un calo della domanda rispetto alle emissioni precedenti.

Di fatto per i Bot a 1 anno (emessi per 7,5 miliardi) l’aumento e’ di 119,4 punti base, cioe’ 1,19% in più, se il raffronto e’ fatto con l’ultima emissione omologa, mentre per i Bot a 3 mesi (4 miliardi) l’incremento dei costi del debito risulta di 873 punti base, ovvero +0,87%.

Il Tesoro ha collocato titoli di stato a un anno per un valore di 7,5 miliardi di euro, a un tasso pari al 4,153%, in deciso rialzo rispetto al 2,959% dell’ultima asta dello scorso 10 agosto. Il valore del rendimento è il più alto dal settembre del 2008, cioe’ dal periodo di massima turbolenza per i mercati seguito al fallimento di Lehman Brothers. In deciso calo la domanda, con il rapporto bid-to-cover pari a 1,53, contro il rapporto di 1,94 della precedente emissione.

Il Tesoro ha collocato anche titoli a tre mesi per un valore di 4 miliardi di euro. Il rendimento è salito all’1,907%, in crescita rispetto all’1,034% dell’ultima asta del 10 marzo. Anche in questo caso bid to cover in ribasso, a quota 1,86, contro il 2,42 precedente.

Anche oggi la Bce ha acquistato titoli di stato italiani; ma la procedura non è servita e come si vede non ha avuto gli effetti sperati sul mercato primario. A questo punto è allerta sulla manovra del governo, visto che aumenti dei tassi come quelli verificatisi oggi, intaccano l’efficacia della manovra perche’ su base annua farà costare il debito molti miliardi in più. Secondo alcuni calcoli ad ogni punto percentuale in piu’ del servizio sul debito corrisponde un costo di 16 miliardi.

Tuttavia, il mix tra BoT, CcT e BTp sull’intera torta del debito negoziabile mette al riparo i conti pubblici da un immediato impatto negativo causato dall’aumento dei rendimenti in asta. La vita media dello stock dei titoli di stato supera i sette anni (7,09 anni) e la durata finanziaria del debito pubblico italiano e’ stata allungata a 4,87 anni.

“Se anche gli spread dovessero rimanere agli attuali livelli molto alti – e’ stato calcolato – il pieno impatto sull’onere degli interessi sul debito si farebbe sentire dopo parecchi anni (cinque) e il debito calerebbe comunque se gli obiettivi di avanzo primario dovessero essere centrati con una crescita invariata”, dice Fitch.

Il Tesoro calcola che un rialzo immediato dell’1% sull’intera curva dei rendimenti incrementa la spesa per interessi dello 0,17% del Pil il primo anno, dello 0,37% il secondo anno, dello 0,48% il terzo anno e dello 0,55% il quarto anno. Un aumento attorno al 2% sulla curva puo’ tradursi quindi in un rialzo della spesa per interessi di 5,4 miliardi il primo anno, 11 miliardi il secondo, 14,8 miliardi il terzo anno e 17 miliardi il quarto. Un punto di Pil sono 15,5 miliardi, due punti oltre i 30 miliardi.

Nel Def (Documento di economia e finanza) le proiezioni della spesa per interessi lievitano dai 70 miliardi del 2010 (contro i 59,8 della Germania) ai 76 del 2011 fino ai 97,6 miliardi del 2014. Se lo spread dovesse continuare a galoppare, la soglia dei 100 miliardi di oneri per interessi sul debito pubblico rischia di essere perforata velocemente.

I mercati europei attendevano con trepidazione l’esito di quest’asta. Il Tesoro emetterà nuovi titoli di stato anche nella giornata di domani. Leggete qui tutti i dettagli.

Da segnalare che sul mercato secondario gli interessi sui bond italiani sono scesi in modo notevole, grazie all’aiuto arrivato dalla Bce che, a partire dall’8 agosto, ha iniziato ad acquistare titoli di stato di Italia e Spagna. Guardando al rendimento dei titoli a 10 anni, si e’ verificato un calo di oltre 100 punti base dopo aver testato il record del 6,4% lo scorso 4 agosto, il massimo dall’introduzione dell’euro.

Tuttavia la speculazione sta tornando ad attaccare l’Italia, paese chiave per la stabilita’ dell’euro. Questa settimana sarà cruciale, la Camera dei Deputati si appresta a dare l’autorizzazione finale alla manovra di austerity del valore di 54 miliardi di euro varata tra le polemiche dal governo, dopo il voto positivo del Senato la scorsa settimana. Nel frattempo, lo spread Italia/Germania risale a quota 372: il record storico del differenziale è stato toccato il 5 agosto a 416 punti base.

Le aste del Tesoro continuano a provocare ansia sui mercati, perche’ l’Italia, trascinata dal rischio contagio della crisi greca, dovra’ affrontare nel 2012 un’annata pesante per i rimborsi dei titoli in scadenza. L’anno prossimo infatti scadono 122,9 miliardi di BTp, 25,8 miliardi di CcT e 46,2 miliardi di CTz per un totale di 195 miliardi di euro.