Asta: rendimenti bond a 10 anni al record storico

29 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Tesoro Italiano ha collocato bond a tre anni -con scadenza il 15 novembre del 2014; bond con scadenza il primo settembre nel 2020 e bond con scadenza il primo marzo del 2022.

In particolare, i bond a tre anni sono stati emessi per un valore di €3,5 miliardi, mentre quelli con scadenza nel 2022 e nel 2020 rispettivamente per 2,5 miliardi e 1,5 miliardi di euro, appena al di sotto degli 8 miliardi di euro prefissati come target.

L’esito ha messo in evidenza nuovi valori record dei rendimenti: i rendimenti dei bond con scadenza nel 2022, ovvero a dieci anni, hanno testato il record dall’introduzione dell’euro, al 7,56%, in crescita dal 6,06% precedente – ma ha anche confermato l’inversione della curva, visto che gli interessi per piazzare i titoli a tre anni si sono confermati superiori a quelli decennali.

Di fatto, il titolo a tre anni, con scadenza nel 2014, è stato venduto al tasso del 7,89%, massimo dal 1997 e in rialzo rispetto al 4,93% precedente, contro i rendimenti del 7,28% e del 7,56% delle aste a scadenza più lunga.

Da segnalare che i BTP con scadenza nel novembre del 2014 sono nuovi titoli di stato emessi per la prima volta nella giornata di oggi. Possiamo prendere come metro di paragone i BTP a scadenza nel luglio del 2014 che sono stati collocati l’ultima volta nel mese di ottobre con un bid to cover di 1,35 e un tasso appunto del 4,930%. In media, le ultime tre aste che hanno avuto per oggetto questi BTP che valgono come metro di paragone sono state caratterizzate da un rapporto bid to cover pari in media a 1,34, con un tasso medio del 4,493%.

Riguardo al rapporto tra domanda e offerta, il bid to cover per i bond a tre anni, ovvero con scadenza nel 2014, è stato pari a 1,5 volte, in rialzo rispetto a 1,35 dell’ultima asta, mentre il bid to cover per i titoli a scadenza nel 2022 è stato pari a 1,34, in crescita rispetto a 1,27 dell’ultima asta.

Dunque, a fronte di un aumento dei rendimenti – sopra al 7% si sono attestati anche gli yield dei titoli con scadenza nel 2020 – il Tesoro italiano ha assistito a una buona domanda dei titoli di stato; fattore che ha immediatamente alimentato, come prima reazione, il recupero della borsa di Milano e dell’euro.