Asta Italia: tassi Btp a 3 anni al 3,41% (piu’ del 30 anni Usa)

14 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Tesoro italiano ha collocato 4 miliardi di BTP a tre anni, con scadenza nel 2014, a un tasso crollato al 3,41%, contro il 4,83% precedente. Il rendimento è al minimo dal marzo del 2011 ma e’ tuttora superiore al Treasury a 30 anni degli Stati Uniti (3,11%) e al corrispondente bund trentennale della Germania (2,53%). Il costo di finanziamento di Washington e Berlino a 3 anni è ad appena lo 0,38% e 0,41%. Il che – nonostante il netto miglioramento dei tassi sui btp italiani rispetto ai picchi – da’ la misura della crisi di fiducia che ancora investe l’Italia sul mercato dei bond. Il bid to cover si è attestato a 1,4, in crescita rispetto a 1,22 della precedente asta.

Emessi anche 1,31 miliardi di bond con scadenza nel febbraio del 2017, ovvero a cinque anni, con il tasso medio che si è attestato al 4,26%, in flessione contro il 4,93% precedente.

L’Italia è riuscita a collocare il massimo previsto, pari a bond per un valore di 6 miliardi di euro.

Ieri collocamento dei bot aveva messo in evidenza un esito contrastato.

Poco prima sono stati resi noti anche i risultati dell’asta spagnola. Il paese ha collocato titoli di stato con scadenza a 18 mesi per un valore di 2,5 miliardi di euro, a un tasso medio del 2,308%, in calo rispetto a quello precedente del 2,399%. Il bid to cover è però sceso a 2,88 contro i precedenti 3,23.

Comunicato anche l’esito dell’asta greca: il paese ha collocato titoli di stato a tredici settimane per un valore di 1,3 miliardi di euro, meglio di 1 miliardo di euro atteso. Il rendimento medio è stato del 4,61%, in flessione contro il 4,64%; ma anche in questo caso – come in quello della Spagna – il bid to cover è calato, attestandosi a 2,70 contro i precedenti 2,90.

Il mercato dei titoli di stato europei oggi è osservato speciale, dopo la decisione di Moody’s di tagliare i rating di sei paesi in Europa, tra cui Italia e Spagna. E’ vero comunque che finora gli investitori hanno ignorato le preoccupazioni manifestate dalle agenzie di rating sul futuro dell’Europa, mostrando una maggiore fiducia verso le iniziative adottate dai singoli paesi.

Da quando lo scorso 13 gennaio l’agenzia di rating S&P ha tagliato le valutazioni di ben nove stati, i rendimenti hanno continuato infatti a puntare verso il basso. Merito, afferma un articolo di Bloomberg, della maxi iniezione di liquidità operata dalla Bce, che ha erogato a favore delle banche un ammontare record di 489 miliardi di euro sotto forma di finanziamenti a tre anni.

Da quella iniziativa, i tassi sui bond italiani a dieci anni sono scesi più dell’1% mentre quelli degli omologhi francesi sono arretrati di 20 punti base. E proprio a tal proposito, gli investitori stanno aspettando l’arrivo, a giorni, della seconda asta della Bce, che andrà a rimpolpare di nuovo le casse delle banche europee.