Asta Italia: mancato target Tesoro, in calo i rendimenti

13 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

(in aggiornamento)

Roma – Il Tesoro ha emesso titoli di stato per un valore complessivo di 6,18 miliardi di euro, meno del target massimo stabilito. I rendimenti sono scesi nel complesso, ma la domanda è aumentata grazie al continuo aiuto che la Bce sta fornendo con l’acquisto dei bond italiani.

Emessi titoli a cinque anni a scadenza nel settembre del 2016 per un valore di 3,5 miliardi di euro a un rendimento pari al 5,32%, in ribasso contro il precedente yield del 5,6%. Il bid to cover è salito all’1,344 contro il precedente rapporto di 1,28. In questo caso, l’ammontare ha centrato il target per l’emissione dei titoli a cinque anni.

Il Tesoro ha anche collocato titoli a scadenza nel 2018 per un valore di 588 milioni di euro, a un tasso pari al 5,62%, in flessione contro il precedente tasso del 5,5590%.

Tra gli altri titoli emessi anche i BTP con scadenza nel 2025 al rendimento pari al 6,34%, per un valore di 939 milioni di euro; collocati infine bond a scadenza nel 2021 per un valore di 1,16 miliardi di euro a un rendimento al 5,77%.

I risultati dell’asta sono arrivati quasi in concomitanza con la conclusione del discorso con cui il premier Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia alla Camera.

Dopo la comunicazione dell’asta, i rendimenti italiani si attestano al 5,797%, rimanendo ben al di sopra di quelli spagnoli, pari al 5,151%, con lo spread Italia-Germania in rialzo a 366 punti base rispetto alle ore precedenti.

Il collocamento da parte del Tesoro Italiano segue il downgrade di Fitch sul rating sovrano italiano, arrivato lo scorso venerdì, e le continue tensioni interne al governo italiano. I dubbi sul corso che prenderà la politica italia e che dilaniano il governo non fanno bene a un mercato, che in questo momento ha bisogno di certezze. Anche per questo, nelle ultime ore si è assistito a un aumento dello spread tra BTP e Bund, che è stato messo in evidenza anche dal bollettino della Bce. Di fatto, l’istituto ha confermato che il differenziale è tornato ai livelli di agosto, precedenti il lancio del programma di acquisti di bond italiani e spagnoli.

Rispetto alla Spagna, la reazione dello spread e dei rendimenti decennali italiani è stata infatti a dir poco deludente, visto che i rendimenti a 10 anni del paese iberico sono riusciti a scendere anche al di sotto del 5% nelle ultime sessioni; lo yield italiano è rimasto invece ben al di sopra della soglia del 5,5%.