Asta Italia fa il pieno: tasso 10 anni dal 6,08% al 5,5%

28 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Terza seduta consecutiva di aste per i titoli di stato italiani. Il Tesoro ha venduto 3,75 miliardi di euro di BTP con scadenza a 10 anni, ovvero nel settembre del 2022, a un rendimento pari al 5,5%, contro il 6,08% dell’ultimo collocamento avente per oggetto la stessa categoria di bond, avvenuto lo scorso 30 gennaio. Il bid to cover è sceso, però, a 1,40 contro gli 1,42 precedenti.

Collocati anche titoli a 5 anni, con scadenza nel maggio del 2017. In questo caso il tasso medio è sceso al 4,19%, rispetto al 5,39% precedente, mentre il bid to cover è salito a 1,45 dagli 1,3 dell’ultima asta, sempre dello scorso 30 gennaio.

Il collocamento ha avuto nel complesso un buon esito in quanto l’emissione ha centrato la forchetta alta del range previsto dal Tesoro, fissata a 6,25 miliardi di euro.

Riguardo alla reazione del mercato secondario, lo spread Italia-Germania rimane in calo, ma riduce le perdite (prima scendeva più del 2%), a -1,14%, attestandosi a 355,09 punti base alle ore 11.30 circa. I rendimenti a dieci anni in calo -0,57% al 5,39%. Il valore si paragona ai tassi dei Bund tedeschi a 10 anni -0,82%, all’1,81%, e a quelli dei Treasury sempre a 10 anni, che sono al momento piatti, all’1,92%.

Continua il calo dei tassi sui bond a due anni che già eri erano scivolati al al minimo dal 7 aprile del 2011 e che testano un nuovo minimo oggi al 2,58%.

Continua intanto in questo contesto il rialzo dei bond non solo italiani, ma anche spagnoli: gli investitori guardano al buon esito dell’asta LTRO che sarà indetta domani dalla Bce. L’impatto sui bond potrebbe essere particolarmente decisivo, visto che, stando a quanto afferma Société Generale, Italia e Spagna detengono la quota maggiore dei prestiti della Banca centrale europea, rispettivamente il 25% e il 20%.

Il collegamento prestiti Bce erogati alle banche italiane e bond italiani è il seguente: maggiori sono i finanziamenti che gli istituti di credito riescono ad assicurarsi, maggiore è la somma a disposizione che possono utilizzare non solo per migliorare la propria redditività, ma anche per continuare ad acquistare BTP e Bond. Indicativo il forte calo che i tassi sui bond decennali italiani hanno segnato dalla prima operazione di LTRO della Bce: i rendimenti sono di fatto scesi da allora di 141 punti base.

Certo, Edwald Nowotny, membro del comitato esecutivo della Bce, mette in guardia contro l’idea secondo cui tali prestiti potrebbero diventare “una mossa regolare” nella politica monetaria dell’istituto di Francoforte.

Sta di fatto che, stando anche a quanto commenta Alessandro Giansanti, senior strategist dei tassi presso ING Grope ad Amsterdam, spiega in una intervista a Bloomberg che “gli investitori stanno scommettendo su un forte aumento delle richieste dei finanziamenti LTRO, specialmente da parte delle banche italiane e spagnole”. Nel caso in cui ciò si avverasse, l’area che beneficerebbe maggiormente sarebbe quella dei bond a due -tre anni”.

Detto questo, intervistato anche lui da Bloomberg, Huw Worthington, strategist del reddito fisso presso Barclays a Londra afferma che, “vista la forte performance che l’Italia ha messo a segno recentemente, le possibilità di ulteriori rialzi (del valore dei bond) potrebbero essere limitate da ora in avanti. Allo stesso tempo, non escludiamo che nelle prossime aste l’Italia possa underperformare”.

LE ASTE PRECEDENTI

Nella giornata di ieri il Tesoro ha offerto Bot con scadenza a sei mesi, ovvero a 184 giorni, a un rendimento pari all’1,202%, in ribasso rispetto al tasso dell’1,969% dell’ultimo collocamento avente per oggetto gli stessi bond, avvenuto lo scorso 27 gennaio. Il rapporto bid to cover si è attestato a 1,36. Collocati anche titoli di stato a 295 giorni, a un tasso dell’1,29%; in questo caso il bid to cover è stato pari a 2,19. Complessivamente, l’Italia ha collocato il massimo target prefissato, superiore ai 12 miliardi di euro di titoli di stato.

Lo scorso venerdì Tesoro italiano ha collocato bond con scadenza nel 2014 per 3 miliardi di euro, a un tasso pari al 3,013%, inferiore a quello dell’asta precedente, che era stato del 3,763%. Il rapporto bid-to-cover è salito a 1,93,, contro gli 1,71 dell’ultimo collocamento avente per oggetto i titoli con la stessa scadenza, lo scorso 26 gennaio.

Da segnalare che i tassi sui BTP a dieci anni hanno concluso l’ultima ottava scendendo per la settima settimana consecutiva. Si tratta del periodo più lungo di ribassi almeno dal 1998. Finora, inoltre, stando a quanto ha riportato Bloomberg, i bond italiani hanno garantito i secondi migliori ritorni tra i bond governativi di tutto il mondo: paradossalmente, questo è accaduto proprio da quando il rating sull’Italia è stato tagliato di due “notch”, gradini, da parte di S&P.

Gli investitori sono riusciti ad assicurarsi, precisamente, un ritorno del 16% dagli inizi del 2012. Si tratta del secondo guadagno più alto tra i 26 mercati dei titoli di stato la cui performance è misurata da Bloomberg, congiuntamente con la European Federation of Financial Analysts Societies, preceduto solo da quello dell’Ungheria. I bond francesi hanno invece garantito ritorno di appena l’1%, da quando la Francia ha perso la tripla AAA lo stesso giorno, il 13 gennaio.

Tuttavia gli ultimi numeri mettono anche in evidenza un forte calo dell’interesse da parte degli investitori esteri. Inoltre è di pochi giorni fa la notizia secondo cui il fondo Armstrong Investment managers starebbe vendendo i titoli di stato italiani che ha acquistato lo scorso anno.