Asta Italia: domanda in calo per CTZ, tassi in rialzo. Tensione rimane

28 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Tesoro italiano ha emesso 3,5 miliardi di euro di Ctz con scadenza nel maggio del 2014, al massimo del target previsto. Tuttavia, il rapporto bid to cover conferma come la richiesta dei Ctz sia stata inferiore rispetto a quella dell’asta precedente. Il rapporto si è attestato infatti a 1,66, rispetto agli 1,80 precedenti. Tassi in rialzo al 4,037%, rispetto al 3,355% dello scorso 24 aprile.

Il Tesoro ha poi emesso 418 milioni di euro di BTP indicizzati all’inflazione con scadenza nel settembre del 2016 al 4,39% (rispetto al 2,71% del collocamento della fine di febbraio); infine, emessi anche BTP indicizzati all’inflazione con scadenza nel 2017, per un valore di 333 milioni di euro e a un tasso del 4,6%.

E’ tensione oggi sul mercato dei titoli di stato italiani e spagnoli, oggetto di sell off. Il risultato è il balzo degli spread, con quello spagnolo, che è arrivato a superare anche quota 500 per la prima volta dallo scorso 16 maggio, salendo fino a 509 punti base. Il differenziale Italia-Germania a 10 anni, dopo aver toccato la scorsa settimana un minimo a 397,16 punti base, torna a salire e fa +1,09% subito dopo l’asta, incrementando i rialzi e attestandosi a 431,37 punti base. Rendimenti sui BTP decennali +0,74% al 5,70%.

A rinfocalare le tensioni sul mercato dei debiti sovrani dei titoli periferici è il caso della banca spagnola Bankia, che sarà ricapitalizzata, avendo bisogno di oltre 19 miliardi di euro, o circa l’1,8% del Pil. Il titolo crolla sulla borsa di Madrid fino a -28%, mettendo sotto pressione anche gli altri titoli bancari scambiati sulle altre borse europee.

Si segnala intanto il peggioramento delle condizioni di accesso al credito da parte della Catalogna, la regione più grande e indebitata della Spagna, che vede i rendimenti sul debito del 2013 balzare oggi all’8,3%. Il tasso a cui bisogna guardare è comunque quello a 10 anni della Spagna, che è arrivato a testare il 6,47%. I rendimenti sono saliti di quasi 50 punti base dallo scorso 9 maggio, quando il governo ha nazionalizzato BFA-Bankia.