Assocamerestero:Italia cresce su mercati emergenti

2 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

“Le esportazioni nei Paesi extra Ue sono in pratica quasi raddoppiate nei primi otto mesi dell’anno, passando dal 6,4 per cento del 2005 all’11,8 per cento del 2006. Ed è significativo che il nostro export continui a indirizzarsi verso le aree del pianeta che si stanno dimostrando più vitali, ovvero Usa (più 5,7 per cento), Cina (più 23,4 per cento) e Russia (più 18,5 per cento)”. Lo afferma il direttore generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito, alla vigilia della XV Convention delle Camere di commercio italiane all’estero, in programma a Lecco dal 21 al 27 ottobre.
Organizzata dalla locale Camera di commercio, la convention ospiterà numerosi esponenti del Governo nazionale e regionale e dell’imprenditoria italiana nel mondo. Obiettivo: rafforzare l’immagine del made in Italy e consolidare, in particolare, la posizione internazionale dell’economia lombarda.
Commentando i dati diffusi due giorni fa dall’Istat. Esposito sottolinea che Usa, Cina e Russia rappresentano circa il 12 per cento del nostro export e registrano importanti tassi di crescita del Pil, segno che le nostre aziende stanno conquistando spazi sui mercati nuovi e in espansione, senza però trascurare l’Europa, che attualmente accoglie il 58 per cento del nostro export.
Nei confronti degli Usa, terzo mercato di riferimento per l’Italia, il saldo è addirittura cresciuto dell’8,6 per cento. “Positivo – aggiunge Esposito – anche l’aumento delle esportazioni della meccanica (più 13,4 per cento) e degli apparecchi elettrici (più 10,7 per cento), settori a elevata tecnologia e ad alto valore aggiunto, accanto alla forte crescita dell’industria alimentare (più 14,4 per cento, contro il 3,3 per cento dello stesso periodo dello scorso anno). Si colgono poi segnali sempre più forti di una diversa organizzazione della produzione italiana su territori di altri Paesi. Ora bisogna rafforzare le nostre reti all’estero per rendere stabili queste posizioni, grazie a un miglior raccordo tra imprese private e istituzioni”.
Anche il trend dell’export lecchese è “molto buono e il saldo con l’import è ampiamente positivo, al contrario di quello della Lombardia”, aggiunge il presidente della Camera di commercio locale, Vico Valassi. “Va bene – spiega – soprattutto il settore metalmeccanico, che realizza oltre il 60 per cento delle nostre esportazioni, in un contesto che vede l’80 per cento dell’export totale indirizzato verso l’Europa (Germania, Francia e Regno Unito rappresentano, da soli, il 45 per cento). Nel 2005 – prosegue – le performance di Lecco (più 10,8 per cento) sono state più brillanti di quella regionale (più 6,6 per cento) e nazionale (più 4 per cento. Lombardia 6,6 per cento e Lecco 10,8 per cento), che vedono comunque i settori di punta del made in Italy, ovvero moda-tessile, meccanica, arredamento e agro-alimentare, mantenere un saldo complessivo attivo nei conti con l’estero. Negli ultimi cinque anni – conclude il vertice dell’ente camerale – i valori medi dei prodotti italiani esportati sono cresciuti tra il 20 e il 25 per cento”.