Assiom Forex e i giovani: quale futuro lavorativo nella gestione del risparmio?

31 Maggio 2018, di Alessandro Piu

Uno scenario più complesso, gravato dalle nuove normative e dagli strascichi della crisi finanziaria. Se lo troveranno davanti i giovani che vogliono lavorare nell’industria dell’asset management. WSI ha chiesto a Gherardo Lenti Capoduri, responsabile della formazione di Assiom Forex, quali saranno le competenze necessarie

A settembre partirà la seconda edizione del Treasury and Capital Markets Program. Quali riscontri avete avuto dalla prima edizione?

“I riscontri sono stati molto positivi: il connubio Sda Bocconi e Assiom Forex ha prodotto un Executive Program che ha unito ‘la pratica alla grammatica’: i docenti della scuola di direzione aziendale Bocconi hanno fornito i fondamenti accademici mentre i docenti dell’Assiom Forex hanno portato l’esperienza sul campo nel mercato dei capitali, coprendo tutto le aree di competenza. La prima edizione si era principalmente rivolta verso i dipendenti dei diversi istituti finanziari italiani. Quest’anno invece abbiamo l’obiettivo di attrarre anche i giovani studenti freschi di laurea. In quest’ottica, a fine corso (che si svolgerà per otto weekend da settembre a dicembre) offriamo dieci stage retribuiti agli studenti migliori del corso presso alcuni tra i principali istituti e società finanziarie oltre a tre Borse di Studio”.

 Qual è lo scenario lavorativo che attende i giovani nell’ambito del settore della gestione del risparmio e dei patrimoni?

 “Uno scenario sicuramente molto complesso se non complicato. Le crisi finanziarie che si sono registrate in passato: ricordiamo per esempio la piu’ recente del 2007-2008 , oppure il Flash Crash del 2010 hanno portato i regulators mondiali a correre ai ripari. Sono arrivate la Mifid 1, Emir, Dodd Frank e ora Mifid 2, che se da un lato nascono con l’obiettivo di proteggere gli investitori dall’altro hanno reso i processi e le procedure molto onerose fino ad influenzare la stessa liquidità dei mercati. Tutto ciò influenzerà anche le figure professionali classiche del mercato dei capitali: Traders, Sales, Gestori, Brokers, Quants, etc…”.

 Quali sono le competenze e gli strumenti indispensabili per lavorare bene in questo settore e quali invece possono fare la differenza?

 “Le competenze sono sicuramente quelle che derivano da un percorso accademico specifico dove si previlegia la laurea magistrale meglio se accompagnata da un master che preveda ad intervalli regolari dei periodi di stage sul campo. Gli strumenti sono quelli che sia lato buyside che lato sellside sono a disposizione dell’operatore: sistema di risk management sofisticato, Console di uno degli Information Provider leader del settore, price engine proprietario e via di questo passo. Cosa puo’ fare la differenza? Be’ questo è molto più difficile da definire…. Sicuramente il livello di tecnologia applicata. Se vent’ anni fa si parlava di centesimi di secondo ormai l’unità di misura dell’efficienza dei sistemi di mercato si misura in millisecondi.  Però mi verrebbe da dire anche il proprio Dna e la qualità dei propri neuroni. Nella mia esperienza di sala operativa ho visto persone tecnicamente molto brave ma incapaci di gestire un portafoglio. Le tensioni psicologiche, generate dagli eventi politici, economici e pure atmosferici su chi opera sui mercati, possono essere estremamente difficili da gestire e solo chi, supportato da solide conoscenze di base, ha un approccio/carattere appropriato può dire di avere quegli skill di base che ti permettono di affrontare una professione di questo tipo”.

 L’evoluzione sta accelerando sotto l’impulso della regolamentazione e della tecnologia. Che caratteristiche deve avere oggi la formazione per essere efficace e che ruolo gioca l’aggiornamento delle proprie competenze?

” Come ho avuto modo di sottolineare prima, la formazione è teoria e pratica insieme. Se la teoria non è sufficiente, neanche la pratica in mercati complessi come questi puo’ bastare. Ma anche la finanza senza la tecnologia sarebbe sterile. Il background IT sta diventando un atout fondamentale nelle competenze di chi vuole intraprendere la carriera nel Capital Markets. Sorrido quando qualche giovane alle prime armi mi dice “Ormai è un anno che faccio questo lavoro: ho visto praticamente tutto e mi piacerebbe fare nuove esperienze”. E’ importante il livello di profondità che ci vogliamo prefiggere ma se pensiamo che questa sia la nostra professione allora sintetizzerei con un vecchio adagio “Non si finisce mai di imparare!”. Assiom Forex è un punto di riferimento per la formazione in ambito finanziario, producendo senza interruzione durante l’anno  un catalogo di corsi per la formazione e l’aggiornamento.I nostri corsi sono tenuti da oltre 110 docenti tra cui manager, professionisti e operatori appartenenti ai principali gruppi bancari e società di consulenza, con solide basi teoriche ma che portano in aula anche l’esperienza diretta sui mercati. Che è l’elemento che fa la differenza rispetto a tanti altre proposte simili”.