Assicurazioni tra i maggiori contribuenti dello stato, versati ogni anno 12,4 miliardi

12 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

Ammonta a 12,4 miliardi di euro la cifra che ogni anno finisce nelle casse dello stato da parte del settore assicurativo, che si conferma uno dei principali contribuenti dello stato, nonché sostituto di imposta per il prelievo di alcuni importanti contributi, come ad esempio per l’imposta sui premi assicurativi.

È quanto emerge dal report di Ania, Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, nel documento intitolato “AllontANIAmo i rischi rimANIAmo protetti“, che sottolinea come con la loro attività le assicurazioni garantiscono risorse monetarie per la spesa pubblica per quasi 35 milioni al giorno.

Entrando nel dettaglio delle singole imposte:
  • Imposte sui premi diversi dalla R.C. Auto: 3,8 miliardi
  • Imposta premi R.C. Auto per le province: 2,1 miliardi
  • Imposta regionale sulle attività produttive: 0,3 miliardi
  • Servizio Sanitario Nazionale per il ramo R.C. Auto: 1,4 miliardi
  • Imposta (media ultimi 5 anni) sui redditi societari: 1,8 miliardi
  • Imposta sulle riserve Vita: 3 miliardi

In generale, quello che emerge dalla ricerca è che, nonostante i timori per l’incertezza della situazione economica e le preoccupazioni sulla tutela della salute l’Italia resta un Paese sottoassicurato: solo una famiglia su dieci attiva soluzioni assicurative. Non solo. Qualcosa però spiegava una recente ricerca Ipsos, sta cambiando, soprattutto tra i più giovani, interessati ad assicurare viaggi e auto, ma anche prodotti come lo smartphone.

“Il risparmio assicurativo è uno dei principali asset finanziari detenuti dalle famiglie, ma da un punto di vista della protezione l’Italia è un paese sottoassicurato. Ogni italiano possiede una casa, ma solo il 3% delle abitazioni è assicurato“, ha spiegato la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, in occasione della presentazione della una ricerca.