Assicurazioni: premi raddoppieranno entro il 2030, si toccherà quota $10 mila

16 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

I premi assicurativi globali potrebbero raggiungere quota 10 mila miliardi di dollari entro il 2030, il doppio rispetto al 2019 quando si aggiravano intono ai 5 mila miliardi.

Sono i numeri snocciolati nel nuovo report di Bain & Company: “Insurance 2030: As Risks Mount, Insurers Aim to Augment Protection with Prevention” , che fa il punto sui rischi che il mondo si troverà ad affrontare nei prossimi anni e sull’evoluzione del ruolo delle compagnie assicurative: alcuni rischi più maturi diventeranno progressivamente meno rilevanti (ad es. quelli legati all’utilizzo dell’auto di proprietà), inoltre altre aree di rischio stanno già diventando sempre più rilevanti (ad es. la criminalità informatica) e infine rischi già esistenti in passato stanno raggiungendo proporzioni inattese (ad es. il cambiamento climatico e le pandemie).

Questi fenomeni stanno spingendo le assicurazioni ad assumere un nuovo ruolo, passando da “pagatori di sinistri” a “erogatori di servizi”, con una forte enfasi sull’incentivazione di comportamenti atti a ridurre e a prevenire il rischio complessivo.

Assicurazioni: le sfide future

Mentre la frequenza dei sinistri Auto è in calo in tutti i paesi industrializzati (ad es. negli Stati Uniti negli ultimi 40 anni il tasso di mortalità sulle strade è sceso di circa il 70%, e in Europa si osservano trend analoghi), Bain & Company stima che il cambiamento climatico porterà nei prossimi trent’anni ad un aumento di circa dieci volte delle perdite economiche che ne derivano.

Solo nel corso del 2020, gli Stati Uniti – ad esempio – hanno registrato un numero record di incendi boschivi e di tempeste durante la stagione degli uragani, ma la maggior parte delle perdite dovute a queste catastrofi naturali non erano assicurate.

Assicurazioni: il ruolo della Cina

Il rischio e la protezione si stanno anche spostando geograficamente verso i paesi a crescita economica più rapida. La ricerca Bain mostra come la Cina guiderà oltre un quarto della crescita globale dei premi al 2030. Tuttavia, poche assicurazioni multinazionali possono beneficiare di fatto della crescita del mercato cinese, a causa dell’elevato livello di competizione che esiste nel Paese e di norme ancora orientate a salvaguardare le imprese nazionali.

“Il mondo è sotto protetto rispetto ad alcuni rischi, e i rischi stanno aumentando. Per la prima volta, grazie al miglioramento di tecnologia e dati, il settore assicurativo ha la possibilità – e il dovere – di contribuire a risolvere questo problema su scala globale. In Italia l’opportunità è ancora più evidente”, commenta Vincenzo Gringoli, Senior Partner di Bain & Company. “Il nostro Paese, per una serie di ragioni socioculturali, economiche e di ruolo storico del welfare pubblico, ha un livello di polizze ampiamente inferiore a quello di altri paesi europei. Ad es. la penetrazione dei premi assicurativi Danni sul PIL (esclusa l’Assicurazione Auto che è un prodotto obbligatorio per legge) è pari all’1%, rispetto ad altri paesi europei che sono al 2-2,5% (Francia, Germania e Spagna) o addirittura al 3,8% (UK). Tra l’altro il nostro Paese è strutturalmente soggetto a eventi climatici significativi (inondazioni e terremoti in primis) ed è caratterizzato da un ruolo del welfare pubblico in contrazione ormai da anni, sia nel settore salute sia nella previdenza, per ragioni demografiche e di sostenibilità della spesa pubblica. Tutto ciò rende l’opportunità per le assicurazioni ancora più importante: il settore assicurativo potrà coprire un ruolo sempre più centrale nella prevenzione e nella gestione a 360 gradi dei rischi dei cittadini, è ciò è vero sia con riferimento ai rischi più tradizionali sia a quelli evidenziati nella nostra ricerca”.