Assicurazioni per professionisti, l’insuccesso delle polizze ad hoc

6 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Fallisce il tentativo di assicurare il lavoro delle categorie professionali come avvocati, notai, architetti e così via: neanche i vantaggi delle vantaggi delle assicurazioni online ha stimolato i nostri professionisti ad assicurare il loro lavoro.

La Riforma delle Professioni aveva posto come termine ultimo per scegliere una delle assicurazioni migliori a tutela del professionista e dei suoi clienti (o pazienti nel caso di un medico) il 15 agosto: il risultato è stato quello di una scarsa affluenza all’invito e molti di questi si ritrovano ancora scoperti da un’assicurazione.

Commercialisti, architetti, consulenti del lavoro, biologi, periti tecnici, avvocati, notai, tutti questi professionisti e molti altri non hanno provveduto ad una copertura assicurativa anche perché, a conti fatti, legalmente non si rischia neanche una sanzione.

Neppure gli Ordini, che potrebbero anche radiare il professionista dall’albo nel caso si verificassero complicazioni dovute alla mancata copertura, non hanno richiamato i propri iscritti anzi, hanno confermato un maggiore lasso di tempo per poter rimediare alla mancanza.

Un paradosso se si pensa ai rischi nei quali incorrono i non assicurati che non riguardano solo la loro persona ma soprattutto i loro clienti e pazienti, perché questa decisione legislativa nasce per tutelare in prima linea i consumatori.

Si legge proprio nel testo della norma che “A tutela del cliente il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale“.

Tra l’altro la legge si è dimostrata disponibile nei confronti dei lavoratori offrendo direttamente ai Consigli nazionali e agli enti previdenziali la possibilità di negoziare le polizze assicurative in convenzione con gli iscritti.

Dall’altro lato, anche le banche hanno offerto le loro agevolazioni fornendo tariffe scontate per i professionisti under 35 e tariffe calcolate sulla base del fatturato per i lavoratori “senior”.

Potrebbe essere considerato un vantaggio anche la possibilità di retroattività della polizza: normalmente questa è efficace nel momento in cui accade il danno ma non è escluso che questa possa coprire errori e danni compiuti in passato, il che non sarebbe sconveniente per molti.

Nonostante tutti questi punti a favore, il risultato è stato disastroso soprattutto per medici e avvocati che hanno approfittato degli spiragli che la legge ha lasciato: i medici si sono avvalsi della proroga del Decreto Legge “Fare” (n.69/2013) che ha allungato la scadenza al 15 agosto 2014 per le professioni sanitarie (sono compresi anche farmacisti, veterinari, psicologi).

Gli avvocati invece, stanno ancora aspettando che il Ministero di Grazia e Giustizia regolarizzi tutto e stabilisca le condizioni minime per potersi assicurare.

Le uniche categorie professionali a non avere l’obbligo di copertura perché ritenuto “eventuale” sono quelle non organizzate, quindi che non hanno un Ordine ed un albo di appartenenza.

L’unico caso esemplare è quello dei notai che in Italia sono forse l’unica categoria che dal 2006 ha sempre provveduto ad assicurare il proprio lavoro con delle polizze che tutelassero i gravi danni ed errori frequenti nel loro campo.

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