Assange: rischio di rivolte contro dominio dei media

5 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “I lettori per definizione sono ignoranti. Noi leggiamo per placare la nostra ignoranza. Siamo facile preda dei giornali e delle persone che li possiedono. I giornali hanno un vantaggio fondamentale: una asimmetria informativa. Sanno quello che i lettori ancora non sanno e che vogliono sapere e possono, in qualunque momento, distorcere le notizie o inventarle”.

Parole forti, parole che vogliono lasciare il segno e che vengono da Julian Assange, il giornalista, programmatore e attivista australiano, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks, del quale è confondatore e caporedattore.

Il blog Libertyblitzkrieg spiega che a molti non piace l’uomo, perché viene visto come una persona oscura e anche pericolosa.

Nel video che proponiamo qui sotto, il suo punto di vista sulla mediocrazia e su come l’evoluzione dell’informazione e del giornalismo sta cambiando il pianeta in cui viviamo. Ma cambiare le cose nel mondo dell’informazione, potrebbe essere un importante primo passo per cambiare anche il mondo della politica.

I medai ci impongono un determinato modo di pensare e idee predeterminate, che non sono frutto delle nostre scelte: “Viviamo in una mediacrazia, dove le scelte e le idee sono quelle che ci impongono i media”.

Il video messaggio, pubblicato su Skype, è anche l’occasione per ribadire i punti del proprio partito politico: quello di WikiLeaks, alla ricerca di un posto nel Senato a Victoria, in Australia. Un obiettivo ambizioso, considerando che il suo leader e padre fondatore è bloccato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Nei suoi punti, pochi ma coincisi, emergono idee forti su come cambiare il mondo e come superare l’attuale situazione critica. Quella principale riguarda una completa riforma dei sistema dei media, unico modo per poter poi riuscire a riformare anche il sistema politico.