Asia in rosso, vendite a pioggia per la crisi in Europa

1 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo dopo i ribassi registrati da Wall Street nella giornata di ieri, visto il fallimento di MF Global e rinnovati timori sull’Europa dopo che il Primo ministro greco ha richiesto un referendum sul nuovo pacchetto di aiuti concordato con la Ue. Euro a $1,3763.

Le parole del Primo ministro greco giungono appena pochi giorni prima che il G20 si riunisca a Cannes, Francia, il 3 e il 4 novembre, per discutere sulla crisi del debito, che rischia di impattare l’intera economia globale.

Iniziano a farsi sentire i primi segnali concreti. Attività manifatturiera cinese in calo, raggiunge i livelli minimi da quasi 3 anni, per la precisione dal febbraio 2009. L’indice Pmi ad ottobre tocca infatti 50,4 (appena sopra espansione) rispetto a 51,2 a settembre. A pesare sull’economia cinese il calo delle esportazioni, vista la minore domanda attesa dall’Europa. Registra infatti un calo della domanda estera anche la Corea del Sud, mentre la crescita economica di Taiwan tocca i minimi dal 2009.

La ricerca di asset rifugio aiuta il dollaro americano. L’euro torna nuovamente sotto pressione visti i dubbi sulla capacità delle autorità di risolvere in maniera efficace e duratura i problemi nella regione. Praticamente cancellato il rialzo registrato la settimana precedente, dopo che le autorità avevano annunciato mercoledì un accordo su Efs, Grecia e banche europee.

In calo anche il dollaro australiano dopo la decisione dell’istituto centrale di abbassare il costo del denaro di 25 punti base (0,25%) e portarlo dunque al 4,5%. Si tratta del primo allentamento della politica monetaria in Australia dall’aprile 2009.

Delle 379 società nell’indice MSCI’s Asia Pacific Index che hanno riportato i risultati del trimestre, 201 non sono riuscite a raggiungere le stime degli analisti, mentre 118 hanno fatto meglio.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in calo del 2,11%. Nikkei (-1,70% in chiusura), Seul (+0,03%), Hong Kong (-2,45%), Shanghai (+0,07%), Singapore (-1,36%).

Ancora giù le principali commodities: Wti ($92,16, -1,11%), Brent ($108,53, -0,94%), oro ($1.718,40, -0,39%), argento ($34,37, +0,05%), rame ($3,5755, -1,56%).

Nel valutario, moneta unica in calo sul biglietto verde. Euro contro il dollaro a $1,3763 (-0,67%), contro lo yen giapponese a ¥107,54 (-0,68%), contro il franco svizzero a CHF 1,2151 (-0,02%), contro la sterlina a GBP 0,8594 (-0,24%). Dollaro/yen a ¥78,14 (0%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 16,5 punti (-1,32%) a 1.232,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,108%.

“I mercati sembrano guardare nuovamente alla situazione che si è delineata, e sembrano esserci tante mancanze”, ha detto a Bloomber Hans Goetti, chief investment officer Asia per Finaport Investment Intelligence. “I fondamentali puntano nella direzione di una recessione negli Stati Uniti e in Europa, e in questi momenti si riducono le aspettative sugli utili societari. Il mercato ha ancora un potenziale di ribasso andando verso il 2012”.