Asia in rialzo, reagisce alla Fed

10 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Torna l’ottimismo nei mercati e i tabelloni si colorano di verde. In rialzo sia l’azionario, sia le commodities, dopo che i buy sono ritornati a Wall Street, stimolati dall’annuncio della Federal Reserve di voler mantenere i tassi fermi tra 0,0% e 0,25% fino a metà 2003, per fronteggiare la crisi economica e finanziaria della più grande economia al mondo.

La Fed ha inoltre specificato che non ci sarà nessun QE3, ovvero il programma quantitative easing che prevede l’immissione di liquidità suppletiva nel sistema tramite acquisto di bond, smentendo dunque le indiscrezioni nei mercati.

La decisione è stata accolta positivamente e almeno per ora sembra essere riuscita a scacciare i timori recessione, che avevano portato i listini azionari globali a registrare forti perdite negli ultimi giorni. In linea con outlook economici più ottimisti, migliorano le stime sulla domanda di materie prime e tornano i buy. Le principali commodities sono tutte in positivo (compresi i preziosi), e recuperano parte dei cali registrati di recente.

Tuttavia, gli investitori sembrano rimanere cauti sulle possibili implicazioni di tale mosse nell’economia americana, che dovrebbe comunque rimanere fragile ancora a lungo. Questo continua a spingere verso asset rifugio come l’oro. Eurodollaro a $1,4335.

Asia: l’indice Dow Jones Asian Titans della regione è in rialzo del 2,49%. Nikkei (+1,05% in chiusura) non decolla a causa della continua forza dello yen, ma riprende quota 9.000 punti. Seul (+0,62%) vede ancora diversi investitori esteri venditori netti. Sydney (+2,77%) spinta dalla ripresa del bancario e delle commodities. Hong Kong (+3,05%), Shanghai (+1,31%), Singapore (-0,67%).

Tra i principali rapporti di cambio, eurodollaro in ribasso a $1,4335 (-0,4%). Continua l’apprezzamento dello yen sul biglietto verde, a ¥76,82 (-0,48%), nonostante la banca centrale giapponese continui a minacciare di intervenire nuovamente nel cambio per contrastare la forza della valuta. Yen sull’euro a ¥110,14 (-0,89%). Franco svizzero su dollaro a CHF0,7277 (+0,78%) e sull’euro a CHF1,0439 (+0,39%).

Torna forte la domanda di materie prime, e porta in rialzo energetici, metalli ed agricoli. Il contratto Wti torna con forza sopra $80. Wti ($81,71, +3,04%), Brent ($104,9, +2,27%), oro ($1.750,3, +0,42%), argento ($37,92, +0,1%) e rame ($4,0425, +1,83%).

I futures sul listini americani segnalano una leggera correzione, con il Dow -0,46%, il Nas -0,44% e l’S&P500 -0,53%. In giornata i rendimenti dei Treasuries a 10 anni sono cresciuti al 2,3%, dopo aver raggiunto brevemente 2,03% ieri dopo l’annuncio della Fed.

“Le azioni sono state svendute in questi ultimi giorni, sui timori di una minore crescita globale”, ha detto a Bloomberg Shane Oliver, a capo della strategia di investimento per AMP Capital Investors Ltd. a Sydney. “Avevamo bisogno di un rimbalzo e Bernanke lo ha reso possibile”.

“Sembra proprio che stiamo trovando il fondo dopo questi giorni di panico”, ha commentato James Paulsen, chief investment strategist per Wells Capital Management. “Mi piace quello che ha detto la Fed. Ha mantenuto un approccio calmo e ha detto, faremo attenzione all’economia e ai mercati”.