ARTONI: GLI OROLOGI DEL PAESE SI SONO FERMATI

10 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Per Anna Maria Artoni “la fiducia degli operatori economici rimane bassa”, e “c’è podo da stupirsi”. La Confindustria è troppo critica sulla Finanziaria? “Ognuno fa la sua parte”, risponde la presidente dei Giovani industriali di Confindustria, Anna Maria Artoni, a margine del convegno di Capri. “Ognuno deve dire le cose che ritiene giuste, la politica deve dare risposte”.

“L’Italia sta ripiegando su se stessa”, in un momento in cui in cui “forse per la prima volta il treno della ripresa riparte negli Stati Uniti, mentre il vagone europeo si sgancia e rimane immobile”. Tracciando questo scenario, i giovani imprenditori di Confindustria lanciano “cinque appelli” dal convegno di Capri.

La presidente Anna Maria Artoni, delineando “le tesi dei giovani imprenditori” al convegno annuale di Capri, si rivolge all’Università, agli imprenditori, ai sindacati, alla politica, ed a Confindustria. Agli imprenditori: “Torniamo a sentirci protagonisti”.

Ed ai sindacati: “Lo sviluppo si costruisce solo insieme. Non esistono scorciatoie”. Alle Università: “Aiutate le imprese a far crescere il Paese”. Alla politica: serve “un progetto di sviluppo che non escluda nessuno”, sia “capace di compiere scelte che diano speranza a molti piuttosto che garantire le rendite di pochi”, e di “praticare comportamenti coerenti”.

Rivolgendosi a Confindustria i giovani imprenditori sottolineano che “l’affascinante sfida dei prossimi anni consisterà nel tradurre in consenso sociale l’alto tasso di imprenditorialità oggi presente in Italia”, e chiedono di “intercettare la rappresentanza delle nuove imprese e dei nuovi imprenditori.

È questa la strada per essere protagonisti”. Cinque appelli “per realizzare un nuovo rinascimento fatto di uomini e tecnologie, riattivare fiducia e investimenti, puntare sulla qualità globale”. Nella sua relazione, tra l’altro, con una metafora calcistica, parla di uno “Stato che non è ancora entrato in partita”.

“Smessi i panni del giocatore in un campionato nazionale, deve indossare quelli di allenatore di imprese che gareggiano in un campionato mondiale”. Un “nuovo ruolo” che “finora è stato ampiamente sottovalutato”. E bisogna “riprendere la strada delle riforme a costo zero: le liberalizzazioni”, che “sono le grandi assenti per la Finanziaria del 2004”.

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