Articolo 18: conferma incontro segreto Monti sindacati

13 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Un incontro segreto, venuto alla luce solo ieri, per siglare una prima intesa di massima sul delicato nodo del mercato del lavoro. Bastano i protagonisti della riunione, il premier Mario Monti e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, a rendere centrale la notizia pubblicata dal Repubblica.

Secondo il quotidiano in uscita oggi, “Monti accelera sull’accordo per cambiare l’Articolo 18”. Per molti docenti di diritto e’ un falso problema, per sviare il vero problema della disoccupazione e precarieta’ in Italia: solo 310 casi nell’ultimo anno.

Ma l’indiscrezione sull’incontro riservato è capace in poche ore di provocare un’inedita smentita congiunta targata Palazzo Chigi e sindacato, ma viene confermata dal quotidiano. E si scatena la polemica.

Secondo quanto scrive Claudio Tito, Monti e Camusso si sono incontrati prima della trasferta negli Stati Uniti del presidente del Consiglio. Al centro del colloquio gli interventi sul mercato del lavoro che prevedono il ‘congelamento’ dell’articolo 18 (per tre o quattro anni) per chi esce dal precariato e un’interpretazione meno rigida del principio della giusta causa da parte dei Tribunali del lavoro.

Intorno alle 11 arriva la smentita congiunta: “Non vi è stato nessun incontro né colloquio – assicurano esecutivo e Cgil – Peraltro se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo Governo”. Il sindacato di Camusso, via Twitter, si mostra ancora più duro: “L’incontro segreto è una grave invenzione. Qualcuno vuol far saltare il confronto? Chi vuole forzare la mano? Noi non subiremo pressioni improprie”. Ma Repubblica, attraverso il sito internet, conferma quanto scritto, parlando di “fonte certa”.

Fra i primi a commentare la notizia la Cisl, scegliendo sempre Twitter: “Speriamo sia vero l’incontro segreto tra Camusso e Monti. Fa sorridere che taluni discutano sottobanco quello che altri fanno sotto la luce del sole”. Dalle forze politiche, intanto, si mostra cautela. Per il pidielle Maurizio Gasparri si tratterebbe di un “sotterfugio” capace solo di complica le cose, perché se il “confronto è necessario, è invece da respingere ogni “veto” del sindacato.

Di altro avviso il suo compagno di partito, Giuliano Cazzola: i contenuti emersi – sottolinea – sarebbero positivi. A voler andare fino in fondo sembra essere il leader dell’Idv Antoinio Di Pietro, che invoca un pubblico “confronto” tra il direttore di Repubblica Ezio Mauro e Monti, domandando: chi dei due mente?