Arthur D. Little presenta una migliore struttura organizzativa per supportare la tecnologia nel

17 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Negli ultimi anni, le compagnie petrolifere stanno sperimentato una crescente pressione per un migliore utilizzo delle competenze tecnologiche disponibili, al fine di massimizzare la ripresa economica, l’efficienza e, allo stesso tempo, per minimizzare i costi e rinforzare i livelli della sicurezza. L’ultimo rapporto pubblicato da Arthur D. Little “L’organizzazione di Progetti, Tecnologia e Approvvigionamento” (i.e. “PTP”) prende in esame la necessità di adottare un nuovo modello organizzativo che vede l’integrazione tra le strutture di progetto, la gestione della tecnologia ed il processo di approvvigionamento in un’unica ed integrata divisione. Il rapporto ripercorre l’esperienza di Shell, Statoil e di altri importanti player del mercato, evidenziandone le best practice e le criticità riscontrate nell’implementazione di tale modello organizzativo. Uno dei maggiori ostacoli che le compagnie petrolifere devono affrontare è la forte pressione sul “first oil” – e su una rapida generazione dei ricavi – che sfocia in un modello di gestione dei progetti basato sul rispetto delle tempistiche e dell’ambito di progetto. Il settore petrolifero ha dovuto, perciò, incentivare i team che gestivano progetti complessi di sviluppo. Le esperienze analizzate evidenziano come l’approccio del nuovo modello organizzativo sembra accelerare la creazione del valore, migliorando le capacità di esecuzione del progetto da parte delle funzioni coinvolte, attraverso un utilizzo efficace ed economico – sia delle tecnologie più appropriate sia delle limitate risorse tecniche disponibili – garantendo l’ottimizzazione del processo di approvvigionamento. La ricerca di Arthur D. Little evidenzia come le organizzazioni “PTP” permettono di conseguire: 1. Una più chiara attribuzione delle responsabilità nell’esecuzione dei progetti, grazie alla maggiore facilità di allineare le aspettative dei principali stakeholder coinvolti; 2. Una migliore integrazione tra i principali fornitori. “L’integrazione delle funzioni PTP in un’unica divisione offre alcuni vantaggi per una ottimale esecuzione dei progetti, con costi minori ed un utilizzo migliore della tecnologia” afferma Ben Thuriaux-Aleman, Principal della Practice Energy di Arthur D. Little. “Fino ad oggi, solo Shell e Statoil hanno adottato ampiamente la struttura “PTP”, mentre altre società abbiano dimostrato il loro interesse verso il modello. Tuttavia, ci sono alcune sfide organizzative e strutturali che devono essere prese in considerazione, quali ad esempio l’implementazione e la gestione della nuova organizzazione”. Stephen Rogers, Partner e Global Leader della Practice Energy di Arthur D. Little dichiara che: “il disegno organizzativo deve sempre essere calato sulle specificità e sul contesto di business e culturale dell’azienda. Dato che le sfide di sviluppo degli asset guidano lo sviluppo e l’adozione di tecnologie via via più complesse, è verosimile aspettarsi un’adozione sempre più diffusa di questo modello organizzativo nei prossimi anni”. Paolo R Dutto, Associate Director della Practice Energy di Arthur D. Little di Milano commenta: “Vedremo le compagnie petrolifere, che dovranno sviluppare grandi progetti complessi, adottare diverse varianti di questo approccio nell’immediato futuro, al fine di far fronte alle loro sfide di crescita. Negli ultimi anni, la leadership tecnologica si è lentamente spostata dalle compagnie petrolifere ai propri fornitori, quali ad esempio le Oil Service Company. Integrare progetti, tecnologia e approvvigionamenti aiuterà le compagnie petrolifere a riconquistare la leadership nell’arena tecnologica”. Il rapporto completo può essere scaricato al link www.adl.com/emergence

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