Art. 18: Fornero fa dietrofront, ora nulla in mente

22 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Dopo tre giorni di accese polemiche e di scontri aperti con sindacati e partiti, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, torna a parlare di articolo 18 e frena: “Non avevo e non ho oggi in mente nulla che riguardi in modo particolare l’articolo 18”, afferma, ospite di Porta a Porta. “Sono stata ingenua”, dice riferendosi alle sue dichiarazioni in proposito in cui affermava che “non ci sono totem'”. I “giornalisti – aggiunge – sono bravissimi a tendere delle trappole”. Confessa che la reazione che ne è seguita “mi ha dolorosamente colpita”.

Quindi dallo studio parla del lavoro che è “al centro” della sua azione di governo e chiede: “Vogliamo lasciarlo stare questo articolo 18? Io sono pronta a dire che neanche lo conosco, non l’ho mai visto. C’é tanto da fare sul mercato del lavoro prima di arrivare lì: era soltanto un inciso che arriva per ultimo”. Assicura, dunque, che “il lavoro e la creazione di posti di lavoro sono la mia prima e unica preoccupazione”.

Questa “é la nostra prima emergenza”. E spiega: “Bisogna rimettere in moto l’occupazione. Sono angosciata quotidianamente dalle richieste di crisi aziendali e dalle domande di cig in deroga. Dobbiamo agire: dobbiamo fare in modo che le aziende tengano i lavoratori e offrano lavoro”, a cominciare “dalle donne e dai giovani”, afferma Fornero. Ma “non è con i soldi pubblici che si possono creare posti di lavoro. Si creano con una economia sana; con imprese, piccole e capaci di stare sul mercato.

E’ questo il modello cui dobbiamo tendere, con l’aiuto del sindacato”. Per le donne sostiene che il loro lavoro “deve essere equiparato a quello degli uomini nell’ingresso, nella progressione di carriera, nelle retribuzioni”. Basta con la situazione per cui sono trattate come “complemento al reddito dell’uomo di casa”.

In generale parla della riforma del lavoro come un “tassello fondamentale di un mosaico che riguarda le pensioni, che sono state cambiate in modo incisivo con dei sacrifici importanti chiesti ai lavoratori presenti e, forse, un po’ più di equilibrio verso quelli futuri”.

VIDEO-SCONTRO FORNERO-SIDDI SU CONTRATTO GIORNALISTI

Sulla manovra, di cui torna a difenderne “l’equità”, e sulle pensioni “si è dovuto fare in fretta” e “senza concertazione, senza troppe consultazioni”, perché “siamo stati chiamati al capezzale di un malato molto grave”, sottolinea. Non c’é “una presa in giro, ma il tentativo di salvare il Paese”, assicura.

E torna a ripetere: come governo “siamo aperti a ogni tipo di discussione, non abbiamo idee preconcette”. E “abbiamo la ragionevolezza di parlare di riforme con Lupi, Bindi e Bonanni (ospiti in studio) e persino con la Camusso”. Mentre il leader della Cisl torna a chiedere “un patto sociale e un cambio di passo. Le questioni, da lavoro a fisco, siano dentro un equilibrio che mandi avanti la società in modo condiviso”.