Arriva la maglietta “intelligente” che controlla i malati cronici

10 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo – pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma – MILANO – Un over 65 su quattro alle prese con un’insufficienza renale cronica; la broncopneumopatia cronica ostruttiva, o BPCO, che si avvia a diventare la terza causa di morte nel mondo entro il 2030. Numeri che spiegano perché le emergenze sanitarie attuali e prossime venture siano le malattie croniche: la salute che peggiora pian piano, la qualità di vita che se ne va, un uso delle risorse sanitarie prolungato e man mano più sostenuto, il tutto per una quantità sempre maggiore di pazienti.

Ce n’è per far implodere i già traballanti sistemi sanitari: da questa constatazione è nato il progetto europeo Chronious, finanziato dalla Comunità Europea allo scopo di individuare metodi di gestione “intelligente” dei malati cronici.

MAGLIETTA – Il consorzio, che conta 14 partner di 8 Paesi europei ed è guidato da Roberto Rosso di TeSAN, azienda italiana nel settore della telemedicina, ha puntato su una maglietta intelligente: una t-shirt leggera, dotata di sensori, creata apposta per monitorare in continuo pazienti con BPCO o insufficienza renale cronica (ma può essere adattata a diverse altre patologie).

«Le malattie croniche richiedono visite e controlli frequenti, costosi e scomodi per i pazienti; inoltre, il trattamento può non essere sempre ottimale a causa della mancanza di dati esaustivi sulle reali condizioni del malato – dice Rosso –. Per i medici poter contare su un sistema che raccoglie i dati accuratamente e giorno per giorno, mentre il paziente vive la sua realtà quotidiana, significa avere un quadro migliore dei sintomi e quindi poter determinare con maggiore precisione le terapie necessarie». Il sistema è tutto sommato semplice: il malato indossa la maglietta e questa, attraverso i suoi sensori, controlla l’attività cardiaca e respiratoria; quindi, in casa vengono sistemati sensori per la qualità dell’aria, così da valutare le condizioni ambientali, e al paziente sono dati spirometri, glucometri, misuratori di pressione. Tutti i dati dagli strumenti sono trasmessi, attraverso uno smartphone, ai computer dei medici dove un software li analizza.

VANTAGGI – Il sistema è aperto, e ciò significa poter aggiungere o togliere sensori a seconda delle necessità del paziente: il glucometro servirà a chi soffre di BPCO e diabete; il diario alimentare interattivo, con un’interfaccia immediata e semplice, aiuterà chi ha un’insufficienza renale e deve tenere sotto controllo la dieta.

Il progetto Chronious ha finora sperimentato la maglietta intelligente in due ricerche, che hanno coinvolto un centinaio di pazienti con BPCO o insufficienza renale in Spagna e in Italia; i risultati sono stati incoraggianti, per cui si proseguirà con il progetto Chromed che dovrebbe coinvolgere 300 ulteriori malati in altri Paesi europei.

Il sistema consente infatti terapie più personalizzate e un risparmio consistente di tempo e risorse per medici e pazienti che non devono più spostarsi per i controlli; inoltre potrebbe salvare molte vite, perché mette in allerta il medico se qualche parametro esce pericolosamente dai limiti.

«Soprattutto nel caso delle malattie croniche, eventuali peggioramenti non riconosciuti o trattati in tempo possono accelerare il deterioramento del paziente – osserva Rosso –. Riconoscere tempestivamente le alterazioni perciò può avere un impatto molto positivo sul lungo periodo; se invece tutto procede al meglio il monitoraggio in remoto consente di diradare i check-up con ulteriore risparmio di tempo e risorse. Si stima infatti che simili sistemi di telemedicina possano ridurre fino al 30 per cento le visite ospedaliere». La strategia è al momento abbastanza costosa, nonostante questo ha suscitato molto interesse (hanno chiesto informazioni anche da Cina e Stati Uniti) e non solo fra sanitari: Rosso racconta infatti di essere stato contattato da una squadra italiana di rugby che vorrebbe usare le magliette intelligenti per monitorare le prestazioni degli atleti durante gli allenamenti. Così gli sviluppatori del progetto stanno pensando a sistemi “raffinati” da mettere in commercio per gli sportivi, visto che il mondo dello sport piange meno miseria rispetto alla sanità, e a magliette un po’ più economiche da proporre ai sistemi sanitari.

Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved