Arresto Lusi: tutti pluripregiudicati i 13 senatori che hanno votato contro

22 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – Ecco i nomi dei colleghi del senatore Lusi che ieri in Senato hanno votato a favore dell’immunità parlamentare per l’ex tesoriere della margherita: Diana De Feo, Sergio De Gregorio, Marcello Dell’Utri, Piero Longo, Marcello Pera, Guido Possa, Valerio Carrara, Mario Ferrara, Salvo Fleres, Elio Palmizio , Riccardo Villari, Antonio Del Pennino e Alberto Tedesco.

Un altro pregiudicato, Piergiorgio Stiffoni, si è astenuto.

SONO TUTTI NOTI PLURI-PREGIUDICATI – O CHE HANNO INDAGINI IN CORSO – CHE SI MUOVONO LIBERAMENTE NON SOLO PER LE STRADE DELLE NOSTRE CITTA’, MA ANCHE E SOPRATTUTTO TRA LE STANZE DEI PALAZZI DEL POTERE

Vediamo le biografie di alcuni di questi esponenti politici nel dettaglio:

Sergio De Gregorio (PDL): imputato per associazione a delinquere, truffa e appropriazione indebita, il suo socio Walter Lavitola è in carcere mentre il suo mandato di cattura è rimasto inattuabile in virtù dell’immunità parlamentare decretata dal voto di 169 senatori durante la seduta del 6 giugno del Senato.

Alberto Tedesco (ex-PD): indagato dalla procura antimafia di Bari, con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere e corruzione per gli affari conclusi con l’azienda della moglie durante il suo mandato di assessore alla Sanità della regione Puglia, i magistrati disposero un mandato di cattura nei suoi confronti, ma il 20 luglio 2011 il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto per il senatore.

Marcello Dell’Utri (PDL): la Corte d’appello di Palermo l’ha condannato a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, ma la cassazione ha decreto il rifacimento del dibattimento.
Ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale ed è imputato per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulla P3.

Piergiorgio Stiffoni (LEGA): segretario amministrativo del gruppo parlamentare Lega Nord-Padania al Senato, è indagato per frode e peculato nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri della lega gestiti dal tesoriere Belsito

Diana De Feo (PDL): moglie del noto giornalista Emilio Fede (quello imputato per induzione alla prostituzione minorile), la senatrice è proprietaria della storica Villa Lucia nel quartiere collinare del Vomero a Napoli. Il 4 maggio 2006, su denuncia di Italia Nostra, i vigili antiabusivismo del Comune di Napoli appongono i sigilli alla villa, scoprendo e bloccando lavori abusivi in corso e aprendo un procedimento penale nei suoi confronti.

Piero Longo (PDL) non è dirEttamente un criminale, ma un difensore storico di ogni tipo di criminale, dai tangentisti della prima repubblica fino agli stragisti della destra neofascista. Difensore storico degli intrallazzi criminosi di Berlusconi, dal suo studio legale è venuto fuori un giovane rampante avvocato di nome Nicolò Ghedini.

Antonio Del Pennino (PDL), l’ultimo dei moicani-repubblicani sopravvisuti. Da 41 anni in Parlamento, è stato coinvolto negli scandali di Tangentopoli della prima repubblica. Ha subìto tre processi, uno per finanziamento illecito Enimont, uno per finanziamenti illeciti alla S.p.A. Metropolitana di Milano e uno per tangenti sulle forniture di autobus dell’ATM, dove ha sempre patteggiato condanne di pochi anni di carcere.

Marcello Pera: nel 2005 viene accusato in Consiglio comunale dall’allora sindaco di Lucca Pietro Fazzi (sostenuto da una maggioranza di centrodestra) di essersi intromesso nella gestione amministrativa del Comune. La vicenda verteva su supposte pressioni del senatore per la cessione di quote societarie di Gesam gas, azienda municipalizzata per la somministrazione del gas, ad Enel gas. La polemica ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale e alle dimissioni del sindaco Fazzi, successivamente espulso dal suo partito[15]. Della vicenda si è interessata anche la Procura di Lucca, che nel 2007 ha archiviato il caso[16].

Infine Valerio Carrara (PDL), è solo un imbroglione . Eletto al Senato con l’Italia dei Valori, il primo giorno di legislatura annuncia di aderire a Forza Italia nel 1996. Da quel giorno non si è più mosso da lì. Per lui nessun rilievo penale, perchè ha saputo fregare e imbrogliare gli elettori e i cittadini italiani. “Onestamente”.

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