Argento e oro: perdita di interesse da Soros e altri hedge fund

4 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva sia governativa sia swap. Continuano a scendere gli spread sui periferici, mentre sul monetario il tasso Euribor tre mesi è stato fissato a 1,402%.

In Portogallo ieri sera in un messaggio televisivo il primo ministro Socrates ha annunciato il raggiungimento dell’accordo con Ue e Fmi su un piano di aiuti triennale di 78 Mld€ che, secondo quanto riportato dalla Reuters, comprenderebbero 12 Mld€ per il comparto bancario. FT riporta inoltra che due terzi dei fondi sarebbero a carico della Ue tramite il fondo Efsf.

Il piano prevede una riduzione del deficit al 5,9% quest’anno (il governo a marzo aveva previsto per quest’anno un deficit del 4,6%), 4,5% nel 2012 e 3% nel 2013. Non sono stati forniti dettagli sul tasso di interesse concordato. Il piano dovrà ora essere approvato nel corso dell’incontro dei ministri finanziari Ue del 16-17 maggio.

In Germania, secondo quanto riportato dal giornale tedesco Passauer Neue Presse, un esperto di bilancio della coalizione di governo insieme ad un membro dell’opposizione avrebbe affermato che potrebbe essere utile che il Portogallo per risolvere i suoi problemi consideri la vendita di una parte delle riserve d’oro (attualmente pari a circa 13Mld€) ed altri potenziali asset.

Intanto in Spagna, secondo il quotidiano Expansion, il governo centrale, regionale e locale ridurrà nel 2013 e 2014 le spese sui salari di 4 Mld€. La misura rientrerebbe nel piano di riduzione del deficit di bilancio.

In Grecia un consigliere economico del primo ministro Papandreou ha affermato che il paese non ha bisogno di una ristrutturazione per ora, ma che potrebbe considerare un’estensione del suo prestito internazionale. Oggi è attesa l’asta sui Bills portoghesi per 1 Mld€, sarà un prova per testare se la decisione sul pacchetto è stata ben accolta dal mercato.

Negli Usa lieve calo dei listini azionari, in una giornata in cui si è assistito ad un atteggiamento di relativa maggiore prudenza degli operatori, evidenziato dal rialzo del comparto telefonico a fronte del marcato calo del comparto delle materie prime.

Nel comparto obbligazionario è risultato ancora in calo il segmento decennale, arrivato a toccare il livello minimo di tasso da metà marzo. A spiegare tale andamento da un lato indicazioni macro di un possibile rallentamento della crescita e dall’altro soprattutto le minori emissioni annunciate dal dipartimento del tesoro nel trimestre in corso, grazie al buon andamento delle entrate fiscali oltre che ai tagli alla spesa.

Oggi l’attenzione è sull’ammontare delle emissioni sul 3, 10 e 30 anni che saranno effettuate per la prossima settimana, prima del raggiungimento dell’attuale tetto massimo del debito fissato a circa 14300Mld$. Sul fronte macro il dato sull’Ism del comparto non manifatturiero è chiamato a dare indicazioni più precise sulle prospettive del settore servizi.

Valute: dollaro sostanzialmente stabile verso euro dopo aver sfiorato per la quarta volta consecutiva quota 1,49. Nel pomeriggio il dollaro si è deprezzato malgrado il contestuale calo delle principali materie prime, indicazione quest’ultima di come gli operatori al momento siano focalizzati soprattutto sull’esito della Bce di domani, per la quale alcuni analisti si attendono l’indicazione di “alta vigilanza” sul fronte prezzi, una dizione che in genere prelude ad un rialzo dei tassi nella riunione del mese successivo. Il range di oscillazione atteso continua a rimanere 1,4750/1,49.

Yen in apprezzamento in un contesto di ribasso delle borse mondiali. Verso dollaro il cross si colloca poco al di sopra del supporto 80,70, un livello toccato nella parte finale di marzo. Verso euro il cross resta compreso tra la resistenza 121,85 ed il supporto 118,50.

Stabile lo yuan cinese vs dollaro, poco distante dai massimi da 17 anni. Ieri la banca centrale cinese ha confermato che la principale priorità è la lotta all’inflazione, lasciando capire che ulteriori manovre restrittive sui tassi sono all’orizzonte nonostante i Pmi segnalino un rallentamento della crescita.

Materie Prime: giornata negativa per le principali commodity. Ancora una volta al centro dell’attenzione sono stati i preziosi con l’argento che ha perso quasi l’8% e l’oro l’1,1%.

Secondo il WSJ, che cita fonti anonime vicine all’operazione, George Soros ed altri hedge fund avrebbero liquidato parte delle loro posizioni in oro ed argento dopo averli accumulati negli ultimi 2 anni. In calo anche il settore energia con il greggio Wti che questa mattina quota sotto i 111$/barile.

In rialzo i prezzi dei metalli industriali al Lme dopo le due giornate di chiusura per festività nazionale. Al London Stock Exchange oggi inizia la negoziazione dei primi Etf fisici su alluminio, piombo e zinco quotati da ETF Securities Ltd. A dicembre erano stati lanciati quelli su rame, nichel e stagno. Tra gli agricoli in evidenza cotone (+1,9%) e zucchero (+0,8%), in calo cacao (-2,5%) e soia (-2,2%).

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