Argentini nascondono $50 miliardi sotto il materasso

15 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Circa 50 miliardi di dollari in biglietti da 100 sarebbero nascosti “sotto il materasso” degli argentini. E’ quanto riporta il sito del settimanale americano Business Week secondo cui circa un dollaro su 15 in giro per il mondo sarebbe custodito nelle case degli abitanti del paese sudamericano.

Che gli argentini fossero avvezzi a tenere liquidità in valuta statunitense era risaputo. Sette anni fa, il Tesoro degli Stati Uniti, in collaborazione con la Federal Reserve e i servizi segreti, aveva stimato che nei primi anni ‘90 nel paese erano presenti circa 20 miliardi di dollari, un valore che nel 2006 era cresciuto fino a raggiungere “50 miliardi dollari se non più.”

E adesso? La Fed è sempre molto cauta quando si tratta di pubblicare questo tipo di dati. Quello che è certo, da uno studio recente, è che, dal 2006, il flusso netto annuo di dollari verso l’Argentina e l’ex Unione Sovietica è aumentato del 500 per cento. Nel 2011, il tasso di crescita della domanda di valuta Usa dalle due aree si è attestato al 48 per cento a fronte dell’aumento del +10% registrato complessivamente nel mondo.

Ed è proprio su questi soldi che il presidente Cristina Kirchner vuole mettere le mani. Più che rimpatriare i capitali all’estero, la lotta all’evasione che sta portando avanti Kirchner sarebbe – secondo l’articolo di Business Week – rivolto prevalentemente a far emergere tutti quei capitali che gli argentini hanno nascosti in casa.

In linee più generali, il presidente argentino vuole che gli evasori che complessivamente nascondono al fisco circa 160 miliardi di dollari diano una mano per finanziare le ambizioni petrolifere dell’Argentina.

La sua offerta: comprare una obbligazione al 4% se non si vuol rischiare di andare in galera. L’autorità fiscale ha annunciato il suo piano, mettendo in evidenza gli accordi di condivisione delle informazioni presi con 40 nazioni avvertendo gli argentini che ci saranno solo tre mesi per approfittare del condono per non rischiare multe o arresti.