ARGENTINA: GOVERNO RINVIA IL COLLOCAMENTO SUI BOND

31 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

BUENOS AIRES, 31 MAR – Dovendo rispettare i tempi della giustizia statunitense, alle prese con una vertenza aperta da un fondo di investimenti che non ha aderito al concambio del debito privato in default, l’Argentina ha confermato oggi ufficialmente che il collocamento dei nuovi titoli non avverrà domani, come previsto, ma in un secondo tempo.

E’ la seconda volta che si sospende il complesso procedimento di swap proposto da Buenos Aires, che è stato il più importante mai realizzato, coinvolgendo 81,8 miliardi di dollari di vecchi titoli caduti in cessazione di pagamento nel 2001. Già nella fase precedente al lancio dell’offerta, infatti, il ministro dell’Economia Roberto Lavagna dovette annunciare lo spostamento dell’avvio dal 29 novembre al 14 dicembre 2004 per problemi con il contratto con la banca agente centrale, Bank of New York.

Il coordinatore del governo, Alberto Fernandez, ha detto oggi al riguardo a Radio America che la decisione di rinviare il collocamento dei nuovi bond (Par, CuasiPar e Discount) è dovuta alla necessità di attendere la sentenza della Corte d’appello di New York sul blocco di 7 miliardi di dollari di vecchi bond consegnati da creditori che hanno aderito (in totale sono stati il 76,15%) alla Bank of New York.

Il giudice Thomas Griesa, chiamato in causa dal fondo Elliot attraverso il Fondo NML basato nelle Isole Cayman, ha accolto la tesi del governo argentino sulla proprietà privata di tali titoli ed ha revocato il sequestro, ma ha chiesto ad una istanza superiore della magistratura statunitense di confermare la sua decisione. “Quello che resta da fare – ha osservato Fernandez – è la materializzazione del concambio, che si traduce nella emissione di titoli del debito (per 35.251 milioni di dollari). Ma a causa della sentenza della giustizia statunitense, questo subirà un ritardo”.

Ovviamente, sull’altro fronte, la situazione è seguita attentamente dai rappresentanti legali del gran numero di fondi e risparmiatori privati che integrano il gruppo di oltre 20 miliardi di dollari di bond in default (il 24% del totale) che non hanno aderito allo swap.

In attesa della soluzione del problema, l’Argentina ha sospeso il pagamento dell’onorario (circa 200 milioni di dollari) delle banche internazionali e argentine che hanno partecipato all’operazione di concambio, e anche dei 690 milioni di dollari cash corrispondenti a tre tagliandi del titolo Par e due del Discount che avevano come scadenza il 31 dicembre 2003.(ANSA).