ARGENTINA: BANCHE, RIDURRE AL 40% TAGLIO BOND

16 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Un gruppo di banche d’investimento Usa ed europee, in possesso di bond in default argentini, hanno fatto pervenire al governo di Buenos Aires una controproposta per definire la loro ristrutturazione. Lo scrive oggi il quotidiano ‘Clarin’.

Secondo il giornale si tratta di una proposta informale in cui si prevede un taglio del 40% del valore nominale dei titoli – contro il 75% previsto dal governo -, un interesse del 2% annuo per le nuove emissioni, che dovrebbero essere a scadenza molto lunga, nonché l’inclusione nei negoziati dei 18 miliardi di dollari di interessi accumulati, che invece sono stati esclusi nell’offerta argentina.

Il giornale afferma anche che, secondo queste banche – definite “più inclini a trattare” e che avrebbero chiesto ai rappresentanti dei creditori italiani e tedeschi di unirsi all’iniziativa – ciò si tradurrebbe in un taglio del 75% del valore attuale (o presente scontato atteso) dei bond inquestione e non quindi del 75% del valore nominale che, a loro dire, si trasformerebbe in una riduzione finale del 90%.

Già da tempo il ‘Clarin’ si fa portavoce di questa richiestadi una riduzione del 40% del valore nominale, ma il ministro dell’economia Roberto Lavagna l’ha sempre scartata in modo netto. Anche in questo caso, il quotidiano, ammette che “il governo non ha fretta di rispondere alla proposta delle banche”, ribadendo inoltre che il ministro Lavagna, con l’avallo del presidente Nestor Kirchner, punta invece ai tempi lunghi, in pratica “a estendere al massimo i termini dei negoziati”.

Secondo il governo infatti, i creditori che ricorressero alla giustizia avrebbero poche chances di risultati concreti. Tra l’altro perché, secondo fonti ufficiali consultate dal ‘Clarin’, qualora in mancanza di un accordo, l’Argentina – il cui Pil crescerà nel 2003 più del 7%, uno dei tassi più alti al mondo – ripiombasse nella crisi, vedrebbero in forse anche i pochi soldi che potrebbero racimolare. Non per nulla, Kirchnerha più volte affermato in proposito che “i morti non pagano”.