Arabia Saudita: I musulmani contro Alwaleed

16 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

I musulmani dovrebbero evitare il collocamento di azioni di Kingdom Holding del principe miliardario Alwaleed bin Talal. Lo ha dichiarato il religioso Mohammed al-Ossaimi in una prescrizione ai fedeli, o fatwa, pubblicata sul sito internet Islamtoday.net. Lo rivela Bloomberg News.
“Non vedo come sia permesso sottoscrivere”, ha scritto il professore di economia islamica presso l’Università statale Imam Mohammed bin Saud Islamic di Riyadh. Le aziende in cui Kingdom ha investito hanno a che fare con “l’usura,” non rispettano il divieto islamico rispetto all’alcol ed esercitano “attività nei media proibite”, dice la fatwa, che è il verdetto di uno studioso basato sulla sua interpretazione delle legge musulmana della Shariah.
Due giorni fa, Kingdom ha dato il via all’offerta pubblica iniziale (collocamento in Borsa) vendendo il 5 per cento delle azioni agli investitori sauditi, un’operazione che attribuisce alla società un valore di 17,2 miliardi di dollari. Tra le attività di Kingdom ci sono il 4 per cento di Citigroup, il 22 per cento di Four Seasons Hotels, il 3,75 per cento di News Corp. e il 17,3 percento di EuroDisney, secondo quanto indicato nel sito della società.
Kingdom “ha una visione globale” degli investimenti, ha precisato ieri Talal al-Maiman, direttore esecutivo per lo sviluppo e gli investimenti domestici della holding, in una risposta scritta alle domande di Bloomberg News. “In questi investimenti fuori dall’Arabia Saudita, Kingdom Holding si uniformerà in ogni momento alle pratiche normalmente adottate per fare affari in quei Paesi, restando consapevole della morale islamica.”
L’autorità di mercato saudita Capital Markets Authority, o Cma, il 4 luglio scorso ha approvato il collocamento di Alwaleed. Kingdom offre 315 milioni di azioni divise a metà tra investitori istituzionali e al dettaglio, con un collocamento in corso fino al 18 luglio prossimo.
Islamtoday.net è un sito Internet in arabo, inglese, francese e cinese, tramite il quale gli studiosi musulmani rispondono alle domande poste dal pubblico ed emettono fatwa.
Intanto si apprende sempre da Bloomberg News che il gruppo saudita di sviluppo immobiliare, Dar Al-Arkan Real Estate Development, ha collocato sul mercato bond islamici per un miliardo di dollari: si tratta della maggiore emissione in dollari di questo tipo di strumento da parte di una società saudita. Lo rende noto la tedesca Deutsche Bank, che ha curato l’emissione. I titoli, con scadenza nel luglio 2012, sono stati collocati a un prezzo che offre un rendimento superiore di 2,25 punti percentuali al Libor, il tasso interbancario londinese, spiega Deutsche nell’informativa. Il Libor è del 5,36 per cento al momento dell’operazione.
I bond islamici sono di norma obbligazioni che poggiano su contratti, quali un accordo di leasing oppure un contratto di vendita e di riacquisto. La legge islamica vieta, infatti, di versare o ricevere interessi.