APOCALYPSE FINANZIARIA: LIBOR ALLE STELLE, CROLLO DEI COMMERCIAL PAPER, CREDITO CONGELATO

3 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

E’ veramente la peggiore crisi dal 1929, dalla finanza si passera’ tra poco all’economia reale, ovunque nel mondo. I tassi di interesse sui prestiti a tre mesi in dollari – scrive Bloomberg – sono al massimo di 9 mesi, il ricorso al debito da parte delle aziende e’ crollato al record negativo di sempre, mentre i junk bond sono collassati, esacerbando il fenomeno di congelamento del credito che sta paralizzando tutte le aziende, piccole e grandi, in tutto il mondo.

Il tasso interbancario di Londra (Libor) che le banche applicano l’un l’altra per i prestiti interbancari e’ salito per il quarto giorno consecutivo, portando quest’indicatore sulla scarsita’ di cash disponibile tra le banche a un nuovo record. Si e’ verificato quindi – secondo Bloomberg – il piu’ forte crollo di strumenti di debito a breve termine delle aziende almeno dal 2000, il che ha causato un calo del 5.6% sul mercato americano dei commercial paper, stando ai dati della Federal Reserve.

La crisi si aggrava, dopo che settembre e’ stato il peggior mese in assoluto per il debito corporate. Le emissioni di junk bonds sono crollate ad un minimo assoluto, gli strumenti a breve termine sono totalmente prosciugati e perfino i titoli obbligazionari delle aziende piu’ solide e piu’ sane hanno sofferto le peggiori perdite degli ultimi 20 anni: gli investitori infatti abbandonano qualsiasi strumento che non sia il Titolo del Tesoro degli Stati Uniti, considerato l’unico sicuro in questo scenario di terribile crisi finanziaria.

Scrive Bloomberg che il mercato del credito e’ congelato e i tassi del money-market continuano a salire anche dopo che le banche centrali hanno pompato una cifra senza precedenti – $1 trilione di dollari, cioe’ 1000 miliardi – nel sistema finanziario. “La finestra del credito e’ chiusa”, ha detto Jim Press, presidente della Chrysler, terza casa automobilistica americana, in gravi difficolta’ industriali e finanzarie. Insomma se il sangue non scorre piu’ nelle vene dell’economia americana, il malato va in catelessi, anche se non muore. Qualcosa deve essere fatto.

Che banche e banche commerciali continuino ad essere affamate di liquidità lo dimostra il fatto che nella settimana che si è appena chiusa i prestiti dalla finestra di tasso di sconto della Fedral Reserve sono saliti del 60% rispetto ai sette giorni precedenti, attestandosi a 348,2 miliardi di dollari. La Fed ha anche comuicato che il prestito di emergenza al gruppo assicurativo salvato tre settimane fa, American International Group Inc. (AIG) mercoledi’ e’ salito a un totale (assolutamente fuori misura) di $61.28 miliardi.