Ant, l’Ipo sospesa paralizza una corsa all’acquisto da 3mila miliardi di dollari

9 Novembre 2020, di Alberto Battaglia

La quotazione dell’Ant Group, la società controllata da Jack Ma dalla quale ci aspettava la Ipo più grande di sempre, si è infranta contro lo sbarramento delle autorità di vigilanza lo scorso 3 novembre.
L’Ipo, prevista presso le Borse di Shanghai e Hong Kong, è ufficialmente “sospesa” e, per il momento, le migliaia di investitori che si erano messi in fila per partecipare all’offerta iniziale della società sono rimasti, nella migliore delle ipotesi, delusi. In quella peggiore, si sono ritrovati a pagare interessi sui margin debt che avevano contratto per acquistare le azioni Ant. Prestiti a leva che caricavano un interesse da 3 al 5% per l’operazione di acquisto.

Secondo quanto scrive Bloomberg, almeno 3mila miliardi dollari in ordini erano stati già inoltrati quando la notizia del blocco all’Ipo è stata resa nota. Si calcola che il 20% dei cittadini di Hong Kong si fosse attivata per acquistare le azioni Ant, un Ipo che avrebbe dovuto raccogliere 34,5 miliardi di dollari – ben oltre la cifra raccolta nel 2019 dalla quotazione di Saudi Aramco. Una corsa all’acquisto, dunque, incoraggiata dai dati che provenivano dal mercato “informale”, in cui le azioni Ant già erano proiettate in rialzo del 50% rispetto al prezzo dell’offerta iniziale.

La rabbia degli investitori

“L’affare non si è concluso, perché dovrei pagare dei soldi ai broker?” ha dichiarato uno dei risparmiatori che aveva contratto un debito per il quale ora dovrà pagare l’equivalente di 257 dollari americani in interessi.

Bright Smart, una società di servizi finanziari cinese, ha auspicato che regolatore finanziario di Hong Kong possa spingere Ant a ripagare gli investitori dei costi sostenuti dai risparmiatori che si sono indebitati per acquistare le sue azioni. “Farlo aiuterà l’azienda a conquistare la fiducia degli investitori internazionali e a consolidare la reputazione e l’immagine di Hong Kong come centro finanziario internazionale”, ha affermato la società in una nota.

“Lo scenario peggiore si verificherebbe se si procedesse con successo alla quotazione, con le azioni Ant proiettate verso ribassi a causa dei problemi regolatori”, ha detto un altro degli investitori, un impiegato 33enne che si è indebitato a leva per circa 1,2 milioni di dollari Usa e che deve già 490 dollari di interessi al suo intermediario.

La quotazione della società, nota soprattutto per la app di pagamenti Alipay, potrebbe comunque riuscire a rimettersi in regola per la Borsa. Ma non sarà una cosa breve. Secondo quanto affermato da alcune fonti al Financial Times, la quotazione di Ant potrebbe richiedere un’attesa di altri sei mesi.