ANNO DUEMILA: MILIARDI ALL’INDUSTRIA TECNOLOGICA

3 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Ora che il ‘millennium bug’ e’ alle spalle, e’ tempo, per l’industria dei computer, di ritornare ai progetti lasciati in sospeso a favore della riprogrammazione pre-2000.

John B. Jones Jr., analista di Salomon Smith Barney prevede notizie positive per l’industria tecnologica e altri si aspettano che le industrie riprendano ad investire in nuove tecnologie ora che la crisi e’ passata.

Negli Stati Uniti il costo per prevenire i problemi legati al Millennium Bug dovrebbe aver raggiunto una cifra variabile tra 100 e 600 miliardi di dollari, ma sembra che siano stati soldi ben spesi; nonostante alcuni problemi si siano verificati, non ci si e’ nemmemo lontanamente avvicinati alla catastrofe preannunciata.

Oggi, pero’ si assistera’ ad una nuova ‘prova del nove’; il primo giorno lavorativo del nuovo millennio mettera’ alla prova tutti i computer e, anche se qualche inceppo e’ previsto, tutto dovrebbe tornare alla normalita’ entro qualche settimana.

“Quando ci si e’ resi conto che la fine non era vicina, ci si e’ rilassati”, ha commentato Christos Cotsakos, Ceo di E*Trade Group.

Ma questo relax ha lasciato subito il posto alla domanda “abbiamo esagerato?”

L’idea e’ passata in mente alle centinaia di migliaia di persone che hanno passato gli ultimi anni a riprogrammare computer in vista dell’anno 2000, spendendo miliardi nel frattempo, ma quasi tutti hanno preso il tranquillo passaggio del millennio come una prova del lavoro ben fatto.

Nonostante siano stati mobilitati enormi capitali e creati nuovi divisioni aziendali per ovviare all’uso delle ultime due cifre per indicare l’anno, che anni fa era stato adottato come tattica di risparmio, molte aziende, quali Hewlett-Packard si sono viste costrette a farlo per evitare possibili cause giudiziare contro i propri prodotti.

Quasi ogni societa’, anzi, ha organizzato un centro di emergenza per il Y2K con tecnici pronti ad intervenire allo scoccare della mezzanotte; quelli di GE Medical System, ad esempio, hanno seguito passo passo dal Wisconsin l’uso di un loro scanner Tac su un paziente in Australia.

Centinaia di banche hanno aperto le filiali nella giornata di sabato per evitare il panico tra i loro clienti e le societa’ di brokeraggio, insieme con le borse, hanno continuato a testare i loro sistemi durante tutto il fine settimana per essere pronti alla giornata di oggi.

A parte alcune slot machine che hanno smesso di funzionare in Delaware, l’allarme antincedio in un negozio Wal-Mart in Korea che non ha riconosciuto il millennio e alcune transazioni errate di un fondo comune in Missouri a causa di un’ interruzione del DST Systems, la maggior parte delle industrie non ha riportato problemi.

Il problema maggiore registrato a mezzanotte dalle societa’ di telecomunicazione e’ stato l’enorme volume di telefonate; AT&T ha dichiarato di aver inoltrato oltre 1,2 milioni di chiamate nei primi cinque minuti dell’anno nuovo e che solo una non ha trovato la linea libera, mentre Sprint Corp. ha riportato un sovraccarico di chiamate per gli utenti wireless in Times Square, risolto pero’ in pochi minuti.

Per il resto, l’Internet ha resistito, il sistema e.mail ha continuato a funzionare e Microsoft Corp. ha ricevuto in 24 ore solo 80 chiamate dai propri clienti; meno dell’1% del flusso normale.

Ora, gli americani potrebbero avere una rinnovata fiducia nella tecnologia, anche se i problemi, pur se non correlati al ‘millennium bug’, continuano a verificarsi.