ANIE: Guidi, ripresa sì ma senza lavoro

24 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Ripresa sì, ma senza lavoro”. Così si è espresso il Presidente di Confindustria ANIE, Guidalberto Guidi, alla luce dei più recenti dati occupazionali nell’industria manufatturiera. “Io non conosco nessuno sano di mente che pensa di installare oggigiorno un’attività manifatturiera in Italia” ha dichiarato Guidi in un’intervista apparsa oggi sulle pagine de Il Riformista e dedicata all’analisi degli andamenti occupazionali nell’industria manifatturiera, in particolare elettronica ed elettrotecnica. Nel primo semestre del 2010 l’occupazione è calata rispettivamente dell’8,5% nell’elettronica e del 3,4% nell’elettrotecnica. “Dall’inizio della crisi sono andati persi circa 40.000 posti di lavoro e dubito che li recupereremo – sostiene il Presidente G. Guidi, che precisa – “Il ricorso alla cassa integrazione è stato massiccio: 200 ore per 1.000 lavorate nel 2009 nell’elettrotecnica. Anche nell’elettronica il trend continua ad essere molto negativo, con un numero di ore di ricorso alla CIG nei primi sei mesi dell’anno che sfiora le 300 ore su 1.000 lavorate, dato che è tra i più elevati nei settori del manifatturiero italiano”. Le stime per il 2011 sono molto caute. “Al di là di qualche richiamo dalla cassa integrazione, sarà difficile che ricominceremo ad assumere e a tornare ai livelli pre-crisi. Quello che si prospetta realisticamente per il settore dell’elettronica e dell’elettrotecnica è una crescita senza occupazione – prosegue il Presidente di Confindustria ANIE – Riusciremo nel complesso del 2011, forse a mettere insieme un aumento della produzione del 10-11% rispetto al punto più basso del 2009. Ma nel complesso, resteremo un 15% circa al di sotto dei livelli pre-crisi”. Con l’eccezione dei comparti legati alle energie alternative, la tendenza è quella di una crescita piatta. “L’unico spiraglio – specifica il Presidente Guidi – sono quelle aziende dal fatturato che oscilla tra 80 e 500 milioni di euro che hanno investito negli scorsi anni in ricerca e sviluppo, si sono multilocalizzate, sono diventate più competitive e non temono più la Cina. (…) Molte imprese hanno capito, finalmente, che non possono produrre prodotti di scarso valore tecnologico, che una qualsiasi azienda dell’est Europa produce a un costo infinitamente minore”. Per concludere, il Presidente Guidi dedica una riflessione ai dati ISTAT pubblicati ieri sul drammatico quadro della disoccupazione giovanile: “Da un lato per i giovani la situazione è molto complicata perché nei prossimi mesi bisognerà prima ‘scongelare’ i cassintegrati e dunque l’attesa prima di trovare un lavoro potrebbe essere lunga. In secondo luogo, io credo che dobbiamo prendere atto del fatto che in Italia ci sono troppe persone troppo qualificate. (…) Non possiamo continuare a produrre eserciti di giovani laureati in giurisprudenza. Sono troppi. Bisogna cominciare a dirglielo”.