Ancora sell a suon d’Europa. Azionario Asia negativo

18 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici ancora in calo, per il quarto giorno di fila. Si intensifica la crisi in corso in Europa, con ora la Spagna sotto attacco, che vede i rendimenti dei bond a 10 anni schizzare oltre la sogli di sostenibilità, oltre il 7%. Euro a $1,3484.

I timori sulla situazione nel Vecchio Continente continuano a spingere gli investitori ad abbandonare asset rischiosi, estendendo dunque i ribassi dopo le variazioni negative di ieri.

Il nuovo Primo ministro Monti annuncia “un governo di impegno nazionale” che interverrà “su pensioni e mercato lavoro”. Previste “meno tasse su lavoro e imprese” e “i sacrifici saranno equi”.

L’attenzione si sposta comunque su altri paesi dell’area e sulla capacità di ottenere fondi dal mercato, con le banche sempre meno fiduciose nel dare a prestito, riducendo la liquidità del mercato.

Prezzi delle proprietà residenziali in Cina in calo ad ottobre in 33 delle 70 città sotto osservazione dall’indice governativo, la performance peggiore da quando Pechino ha iniziato la sua lotta contro il forte aumento dei prezzi.

L’indice Bloomberg-JPMorgan Asia Dollar Index, che tiene sotto osservazione le 10 valute più tradate dell’area (ad esclusione dello yen), è impostato per un calo per la terza settimana di fila. Il won sudcoreano è in calo a 1.136,66 contro il dollaro, mentre la rupia indonesiana cede lo 0,6% a 9.050 sul biglietto verde.

Rame praticamente stabile dopo aver ceduto il 2%, ora impostato per un calo settimanale dell’1,8%. In ribasso anche lo zinco. Gli analisti e i trader sul rame rimangono orsi sulla risorsa, visto che i problemi in Europa potrebbero portare a un calo della domanda nella regione, che conta per il 19% dei consumi.

In rialzo il costo per proteggere obbligazioni societarie e bond governativi Asia Pacifico dal default. L’indice Markit iTraxx Japan index ha registrato un aumento di 6 punti base a 192 pb.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo dell’1,99%. Nikkei (-1,23% in chiusura), Seul (-1,98%), Sydney (-1,91%), Hong Kong (-1,85%), Shanghai (-1,80%), Singapore (-1,15%).

Commodities: Wti ($98,70, -0,12%), Brent ($108,56, +0,31%), oro ($1.720,10, -0,01%), argento ($31,385, -0,36%), rame ($3,377, -0,16%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3484 (+0,19%), contro lo yen giapponese a ¥103,61 (+0,04%), contro il franco svizzero a CHF 1,2398 (-0,08%), contro la sterlina a GBP 0,8552 (+0,12%). Dollaro/yen a ¥76,83 (-0,17%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 2 punti (-0,16%) a 1.212,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni giù di 1 punto base all’1,949%.

“I timori maggiori continuano a riguardare la crisi del debito europeo e la capacità di risolvere questi problemi”, ha detto a Bloomberg Michael Liang, chief investment officer di Foundation Asset Management (HK) Ltd. Il report sul settore immobiliare cinese “ha colto l’interesse degli investitori visto che i prezzi continuano a calare e le autorità del paese hanno ricordato alle persone del rischio bancario”.

“La crisi del debito in Europa si sta trasformando in una crisi di liquidità globale e portando a un circolo vizioso in cui la mancanza di fondi porta ad abbandonare asset più rischiosi”, ha detto a Reuters Kazuto Uchida, executive officer e general manager della divisione global market di Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ.