Ancora in rialzo lo spread Btp-Bund

20 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione odierna si è aperta con tassi di mercato governativi e swap in calo e con spread sui periferici in allargamento. Il differenziale Italia-Germania questa mattina ha sfiorato i 400 pb.

A pesare sui mercati stamattina è stato l’annuncio del taglio del rating italiano da parte di S&P. L’agenzia ha portato il giudizio sull’Italia ad A da A+ con outlook negativo, giustificando la decisione con il deterioramento delle prospettive di crescita e con la potenziale instabilità politica.

Il caso Grecia continua a condizionare le decisioni degli operatori. Dopo il colloquio ieri tra il ministro delle finanze Venizelos ed i rappresentanti del Fmi/Ue, oggi alle 19 il ministro terrà una seconda teleconferenza con Fmi, Ue e Bce.

Il quotidiano greco Kathimerini, ha riportato che il primo ministro Papandreou starebbe pensando di sottoporre al parlamento una proposta di referendum sull’uscita o meno dall’area Euro. Un portavoce del governo però ha smentito tale ipotesi.

Nel frattempo in Finlandia, inizia oggi in parlamento la discussione sulle modifiche al fondo EFSF che dovrebbe concludersi con il voto atteso per il prossimo 28 settembre.

Secondo quanto riportato da Reuters, che cita alcune fonti vicine al dossier, Bank of China, uno dei principali istituti attivi sul mercato dei cambi, ha interrotto le contrattazioni sugli swap e sui contratti forward in valuta estera con alcune controparti europee a causa dell’acuirsi della crisi.

Ieri la Bce ha comunicato che la scorsa settimana sono stati acquistati bond per 9,8 Mld€ e che oggi drenerà un ammontare di 152,5 Mld€.

Oggi la Spagna emetterà tra 3,5-4,5 Mld€ di bills a 12 e 18 mesi.

Negli Usa tassi di mercato in calo con nuovo minimo storico segnato dal comparto biennale in prossimità di 0,15%. L’attenzione degli operatori è focalizzata sull’evoluzione della crisi in area Euro, in particolare sul tema Grecia.

Ieri Obama ha presentato la sua proposta di riduzione del deficit di 4400Mld$ in dieci anni, in vista delle proposte che la commissione bipartisan dovrà presentare entro il 23 novembre, in base agli accordi presi per l’aumento del tetto del debito. In particolare la proposta di Obama contempla un incremento del gettito di 1500Mld$ mediante aumento delle tasse, un’ipotesi a più riprese osteggiata dai repubblicani. Il presidente ha tenuto a precisare che porrà il veto su qualunque proposta della citata commissione bipartisan che non contempli anche un aumento delle tasse accanto a ipotesi di taglio delle spese. Il principio ispiratore della proposta è la cosiddetta Buffett rule (dal nome del celebre miliardario che ha scritto un articolo su questo tema lo scorso 14 agosto), in base alla quale l’incidenza fiscale sui redditi oltre il milione di dollari non può essere inferiore a quella della fascia di contribuenti meno ricca.

Oggi inizia la riunione di due giorni della Fed che, nelle attese di consenso, potrebbe portare all’implementazione dell’Operation Twist (acquisto di titoli a lungo termine vs vendita di titoli a breve nel portafoglio Fed), mentre invece appare meno probabile l’esplicitazione già in questa riunione di target su inflazione e/o disoccupazione, sebbene verosimilmente sarà un probabile tema di discussione.

Valute: euro in recupero questa mattina vs dollaro, malgrado la notizia del downgrade dell’Italia. Nel breve la prima resistenza si colloca in prossimità di 1,3750.

Dopo l’apprezzamento di ieri, questa mattina l’euro è stabile vs yen con il cross che si colloca poco al di sopra del supporto 103,90, livello minimo dal giugno 2001. La resistenza si colloca presso area 105. Verso dollaro lo yen ha il supporto di riferimento presso area 76, resistenza a 77.

Stabile lo yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: giornata di ribassi generalizzati per le materie prime (tranne poche eccezioni come ad esempio lo zucchero +1,1%) in un contesto di aumentata avversione al rischio tra gli operatori alla luce del nulla di fatto dell’Ecofin nel week end. Tutti i principali settori hanno chiuso in ribasso, compresi i metalli preziosi che stavolta non sono stati acquistati in ottica di beni rifugio.

L’oro questa mattina si attesta sotto i 1800$/oncia. Negativi anche i metalli industriali con il rame (-3,8%) calato ai minimi da circa 10 mesi. In calo anche il petrolio, sia Wti (-2,6%) sia Brent (-2,7%).

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