ANCHE IL GREGGIO
A RISCHIO BOLLA COME INTERNET

18 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Qual è il migliore luogo del mondo per cercare petrolio? Sotto il letto dell’Oceano Indiano? In qualche remota zona dell’Africa? O in uno di quei paesi dai nomi impronunciabili che costellavano l’ex Unione Sovietica? Niente di tutto questo. Il luogo migliore per chi è in cerca di greggio è Londra.

La borsa di Londra sta vivendo una febbre speculativa incentrata sui titoli dell’esplorazione petrolifera. Gli investitori si ammassano sui titoli del settore sulla base di quelle che sono poco più che speranze e illazioni, e sulla reputazione di alcuni esperti, invece che sulla scorta di veri progetti imprenditoriali. Si tratta di un’altra bolla speculativa stile internet? Prendiamo un paio di esempi.

Il 14 marzo, Afren Plc., una nuova società di esplorazione, ha debuttato in borsa a 20 pence per azione. All’ora di pranzo il titolo veniva scambiato ad oltre 56 pence, triplicando di valore in poche ore. Afren ha un pedigree di tutto rispetto. Fra i suoi consiglieri d’amministrazione ci sono Rilwanu Lukman, ex presidente ed ex segretario generale dell’OPEC, e Egbert Imomoh, ex responsabile in Nigeria di Royal Dutch/ Shell Group. Per gli investitori in White Nile, i rialzi di Afren potrebbero sembrare addirittura risibili.

White Nile, società d’esplorazione petrolifera fondata dall’ex campione britannico di cricket Phil Edmonds, è sbarcata in borsa il mese scorso e in una settimana le sue azioni sono salite di 11 volte, prima di essere sospese. Il Financial Times ha riferito che la Financial Services Authority britannica ha aperto un’inchiesta sul balzo in borsa della società, avvenuto poco prima dell’annuncio che la stessa White Nile aveva acquistato una quota di un giacimento in Sudan. Il titolo è ancora sospeso.

In tutto, sono entrate nel listino londinese 24 nuove società di esplorazione petrolifera negli ultimi 12 mesi, secondo Al Stanton, analista presso Bridgewell Securities Ltd a Londra. « Non passa giorno senza che qualcuno bussi alla porta, e sullo zerbino atterra il prospetto di una nuova società petrolifera», ha detto Stanton a Bloomberg News. «I prezzi di borsa volano, sulla scia, sospetto, di volumi esigui e molti scambi da parte di investitori privati. L’uomo comune potrebbe rimanere scottato».

L’esuberanza dei titoli dell’esplorazione petrolifera inizia a presentare somiglianze preoccupanti con la bolla speculativa legata a internet di cinque anni fa. Prendiamo società come Afren e White Nile. Non possiedono in realtà alcun giacimento, non ancora perlomeno.

Sebbene l’esplorazione petrolifera sia per natura un gioco d’azzardo e sebbene le società del settore possano effettivamente finire per fare grandi cose, molte di queste nuove aziende sembrano puntare tanto sulla presentazione dei loro progetti quanto sulla loro ancora incerta realizzazione. Poche società servono ad illustrare questo punto meglio di FirstAfrica Oil Plc. Questa impresa era originariamente una società di pubbliche relazioni, prima di trasformarsi all’inizio di quest’anno in una società di esplorazioni petrolifere, e di triplicare così il proprio valore in borsa.

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