ANCHE I MARINES VANNO A SCUOLA
DI FINANZA

17 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – È proprio vero che gli americani sono dei campioni di originalità. L’ultima conferma arriva da una curiosa iniziativa lanciata dalla National association security dealers (Nasd), associazione che svolge attività di monitoraggio su Wall Street e che riunisce oltre 5mila società finanziarie con 50mila uffici in tutti gli Usa.

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Da ieri, l’Investor education foundation, la fondazione del Nasd, promuove corsi indirizzati alle truppe statunitensi e alle rispettive famiglie per insegnare l’arte della gestione patrimoniale. Ovvero: come non farsi fregare dagli avvoltoi finanziari. Negli ultimi mesi, infatti, si sono moltiplicati i casi di militari adescati da società senza scrupoli.

Brandon Conger, dell’82esima divisione aviotrasportata, racconta che il suo plotone, poco prima di partire per l’Iraq, venne mandato dagli stessi sergenti a una convention affollata dai cosiddetti financial advisers. In quell’occasione riuscirono a strappargli un’assicurazione sulla vita (uno dei prodotti più gettonati tra i soldati) per cui avrebbe dovuto sborsare 100 dollari al mese. Ebbene, dopo un anno e mezzo e 1.800 dollari in meno, mister Conger non era ancora entrato in possesso di una copia del contratto.

Questo e molti altri casi hanno fatto scattare il multi-million-dollar training che il Nasd finanzierà con i 12 milioni di dollari ricevuti dalla First Command, una società accusata di vendite poco ortodosse e che ha preferito patteggiare. «Sappiamo bene – ha spiegato il presidente del Nasd, Robert Glauber – che, per ovvie ragioni, i nostri ragazzi e le loro famiglie sono facili prede. Ed è per questo che è necessario maggiore informazione». Un problema per cui si stanno muovendo anche le autorità: a giugno il Congresso ha approvato una legge che obblighi le compagnie assicurative a una maggiore trasparenza. Ora manca la firma del Senato. Ma un qualsiasi quotidiano ci dice che in queste ore hanno cose ben più delicate da discutere.

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