Anche i falsari di banconote non si fidano più dell’euro

20 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Anche i falsari di banconote hanno perso fiducia nella moneta unica. La bolla della contraffazione di banconote e’ collassata: fino al 2006 il business illegale si e’ mantenuto per lo piu’ stabile, prima di registrare un balzo del 70% l’anno successivo, per poi raggiungere i massimi assoluti nel secondo trimestre del 2009.

Da li’ in poi la tendenza si e’ invertita. La crisi finanziaria ha iniziato a colpire l’Eurozona e i paesi piu’ indebitati, facendo perdere la fiducia non solo ai mercati, alle aziende e ai piccoli risparmiatori, ma anche ai falsari di banconote.

La prima meta’ del 2012 e’ stata disastrosa con il business che e’ crollato del 44%. Gli ultimi dati della Banca Centrale Europea mostrano un calo progressivo del numero di banconote contraffatte (vedi grafico in allegato).

Il biglietto piu’ falsificato e’ quello da 20 euro (42,5%), seguito a ruota dai 50 euro (34,5%). In fondo alla classifica le banconote da 500 e 5 euro. Il 97.5% degli euro fasulli sono stati confiscati nell’area euro, il 2% in altri paesi europei e lo 0,5% del totale altrove.

Il fatto che anche i falsari abbiano rinunciato a fare affari con gli euro, manda un altro segnale d’allarme. Sono preoccupati di rimanere con prodotti che comportano alti rischi ma che diventino invendibili. Ormai l’Europa e’ sempre piu’ spaccata in due.

Da un lato vi sono Finlandia, Francia, Austria, Olanda, Germania e persino Belgio, ovvero i paesi che possono prestare denaro a tassi ridicoli, in alcuni casi addirittura negativi. Dall’altra la famigerata periferia dei Piigs. Intanto Danimarca, Svezia e Svizzera hanno visto scendere sotto lo zero i tassi sui bond a breve termine.